ALESSIA BIRRI
Maggio 21
IL NAZISMO E LE SUE RADICI CRISTIANE

Fibbia delle uniformi naziste con su scritto “Gott mit uns” (Dio ci protegga)
ALLA LUCE DEI NUMEROSI TENTATIVI DI REVISIONISMO E CONTRAFFAZIONE DELLA STORIA CHE SI STANNO VERIFICANDO SOPRATTUTTO IN QUESTI ULTIMI DECENNI, E’ DOVEROSO TENERE ACCESA L’ATTENZIONE SU UN FATTO INEQUIVOCABILE: IL NAZISMO NON FU ATEO (COME VORREBBE LA PROPAGANDA CATTOLICA CONTRO LA LAICITA’), MA FU UN’ESPRESSIONE AUTENTICA E SENZA VELI DEL CRISTIANESIMO.
“L’antisemitismo non è altro che una reazione di strati sociali medievali, che stanno per scomparire, contro la società moderna”.
Friedrich Engels, “Sull’antisemitismo”, su Arbeiterzeitung, 1890.
Sarebbe logico immaginare che quasi due millenni di oscurantismo (la cui catena fu spezzata solo dalla Rivoluzione Francese), di istigazione all’odio, di feroce antisemitismo operata dalle molteplici correnti cristiane e principalmente dalle istituzioni religiose protestanti e cattoliche, potessero essere estranee all’avvento delle ideologie totalitarie nazifasciste? Che le convergenze complessive fra le finalità sociali e storiche del cristianesimo e del nazismo (tradizione, oscurantismo, gerarchizzazione sociale, totalitarismo) possano essere una casualità? La mentalità comune è generalmente indotta dalla mistificazione storica a giudicare le entità politiche dittatoriali e quelle religiose come due cose separate se non addirittura antagoniste. Documentari, testi scolastici, mass-media… coprono e confondono intenzionalmente questa naturale e ovvia correlazione, ponendo, nei casi più trasgressivi, interrogativi che non dovrebbero essere tali, cercando di non accennare, per quanto possibile, mai nulla riguardo alle radici cristiane del nazismo e alla devozione maniacale di Hitler per quest’ultime. L’interrogativo che comunemente ci si pone riguardo ai rapporti e alle connivenze fra regime nazi-fascista e Vaticano nella prima metà del secolo scorso, ufficialmente finora è riuscito a trovare solo risposte evasive e spiegazioni superficiali, semplicistiche, che non sono in grado di mettere in luce le comuni radici ideologiche fra teocrazia cattolica e totalitarismo nazi-fascista, ma si limitano a discutere sulle “presunte” connivenze e i silenzi operati da Pio XII, oscurando sapientemente ciò che è sotto gli occhi di ogni studioso o semplicemente “curioso” dei fatti accaduti. La mentalità comune è abituata a giudicare i due soggetti come opposti, inconciliabili e, tutt’al più, complici in qualche circostanza per ragioni diplomatiche e di sopravvivenza. Non fu così, ovviamente, non servono speculazioni filosofiche o indagini approfondite per rendersene conto, è banalità, o, almeno, dovrebbe esserlo. Il nazismo e il fascismo sono state il parossismo e la conseguenza più nefasta e terribile dovuta a secoli di indottrinamento assolutistico religioso dell’Occidente, sono stati una naturale conseguenza di quasi 2000 anni di istigazione all’odio antiebraico e, nel XIX e XX secolo, di risentimento mai superato delle gerarchie religiose verso gli ideali della Rivoluzione Francese, dell’Illuminismo e del Risorgimento.
Questa una frase pronunciata nel XIX secolo da Pio IX (poi regolarmente beatificato da Wojtyla, come i preti torturatori del regime franchista, il vescovo criminale di guerra Stepinac e molti altri rappresentanti del crimine di matrice cattolica nel mondo): “Or gli Ebrei, che erano figli nella casa di Dio, per la loro durezza e incredulità, divennero cani. E di questi cani ce n’ha pur troppi oggidì in Roma, e li sentiamo latrare per tutte le vie, e ci vanno molestando per tutti i luoghi”.
Le strategie mistificatorie della chiesa cattolica sono sempre state molto efficaci, per la capacità che quest’ultima ha sempre avuto nel lasciare, in ogni circostanza, un margine di contradditorietà nei propri comportamenti e nelle proprie scelte, utili alla contraffazione della realtà in caso di radicali cambiamenti, come la decantata protezione offerta dal Vaticano agli ebrei perseguitati a Roma, in seguito vedremo come essa servì da copertura alla reale collaborazione con i nazisti.
Certo i risvolti culturali che diedero vita al nazismo furono complessi: come nel caso del cristianesimo, esso incluse vari aspetti, fra i quali quelli esoterici che servivano da coronamento suggestivo, il cui filo conduttore fu senz’altro l’affermazione della verità assoluta, l’eliminazione di tutto ciò che avrebbe potuto minacciarne i precetti e, ovviamente, la persecuzione di ogni diversità, caratteristiche indiscutibilmente religiose.
LA “PIETA’” CRISTIANA E LA CRUDELTA’ NAZISTA FURONO DAVVERO ANTITETICHE?
Si è abituati a considerare “pietosa” e “compassionevole” l’ideologia cristiana e, per opposizione, a giudicare il nazismo come avversario di questa mentalità definendolo incompatibile con la missione storica del cristianesimo, ingenuamente associata alla filantropia. Questo succede grazie ad un equivoco fondamentale che fu alla base del progressivo espandersi del cristianesimo nei primi secoli; razionalmente, può avere attinenza con la “pietà” e la “compassione” un culto basato sull’oscenità del martirio di una vittima sacrificale dai tratti evidentemente infantili, rappresentata dall’agnello? (L’agnello, bisogna ribadire, non la pecora che è un animale adulto). La pietà cristiana è fondamentalmente una maschera e un velo (nemmeno molto spesso) gettato sull’efferatezza e la disumanità di un culto fideistico ed assolutistico, a giustificazione di ogni crimine e di ogni nefandezza. Una simile mentalità (che corrisponde alla massima “morte tua, vita mia”), che si basa sostanzialmente sulla legge del più forte perchè esige la vittima sacrificale (necessariamente innocente e indifesa) immolata agli interessi delle gerarchie sociali, non è altro che la stessa ideologia nazista e totalitaria velata da messaggi carismatici che ne confondono il vero fine e il significato originario. L’unica differenza fra nazismo e cristianesimo si può cogliere nella mancanza nel primo di questi veli carismatici, come la parola “amore”, il cui potere suggestivo è stato usato in modo molto proficuo in 2000 anni di proselitismo per giustificare crimini, persecuzioni, roghi, ecc…Con il nazismo cadde il simulacro: con la nascita del “cristianesimo positivo”, di cui Hitler fu promulgatore, venne semplicemente tolta la maschera, vennero alla luce con schiettezza i veri fini storici e i veri messaggi cristiani. Gli assolutismi, le verità dogmatiche, il fideismo ( Hitler veniva identificato con Gesù Cristo), provengono tutti da un unica radice e appartengono tutti al ceppo monoteistico.
COME IL PERCORSO FORMATIVO DI HITLER FU SEGNATO DALLA PROFONDA CULTURA CATTOLICA AUSTRIACA
Vienna (città in cui visse i suoi anni di formazione) era una città profondamente cattolica e le gerarchie religiose avevano un’influenza indiscutibile su ogni aspetto della vita sociale e politica austriaca, dunque inevitabilmente così fu anche per quel che riguardava la propaganda antisemita e l’istigazione all’odio e alla violenza verso le numerose comunità ebraiche esistenti all’epoca in Austria e nel sud della Germania, condotte dal vescovo e dal prelato di turno. Secoli di superstizione e persecuzione verso le minoranze, di pregiudizi e di livore coltivati dalla religione istituzionalizzata, lì come in ogni altro luogo in Europa, si trasformarono presto in ideologie politiche. Il sindaco stesso di Vienna era un fanatico antisemita e contribuì ad influenzare i futuri progetti criminali di Hitler alla sua ascesa al potere. A tutto questo si sommano, come in un nefasto connubio, le convinzioni religiose della famiglia di Hitler, anch’essa cattolica, e la violenza fisica e psicologica che subì nell’ambiente culturale in cui visse, pervaso anch’esso da credenze superstiziose e in odio a qualsiasi forma di evoluzione sociale. Cattolici furono i suoi precettori, i suoi maestri, le sue principali guide spirituali. Nel monastero di Lambach Hitler frequenta la terza elementare, trascorrendo la maggior parte del suo tempo in sagrestia e presso i monaci, periodo che segnerà profondamente le sue future attitudini. Le idee coltivate in seguito, quando fu al potere, con tutte le loro presunte revisioni nei confronti del cristianesimo cattolico (abolizione dell’Antico Testamento, concezione di un Cristo ariano e vittorioso, in un contesto positivistico della religione) altro non furono che il frutto stesso, nella sua massima espressione, dei fini sociali e antropologici del cristianesimo, ovviamente depurati delle astute e compassionevoli velature, perchè, ricordiamoci, ogni ideologia totalitaria appartiene allo stesso ceppo (religioso monoteistico) e condivide le medesime mete totalizzanti e di asservimento globale.
HITLER NON ERA ATEO, ERA UN FERVENTE CRISTIANO. IL CRISTIANESIMO POSITIVO DI HITLER COME RIVISITAZIONE DEGLI INSEGNAMENTI SECOLARI DELLA CHIESA.
Puntualizzare su questo argomento è importante, soprattutto alla luce del tentativo di insabbiare la realtà delle cose e della storia in atto in questi ultimi tempi, da parte della chiesa cattolica, nel tentativo di sviare l’attenzione sui fatti terribili che, dopo secoli, sono venuti all’attenzione dell’opinione pubblica in tutto il mondo: violenza sessuale sui minori, genocidio dei bambini nativi canadesi negli istituti cristiani protrattosi fino al 1996, collusioni con la mafia, ecc…Il nazismo, come mostruosità storica universalmente riconosciuta, viene strumentalizzato contraffacendone la vera natura religiosa e cristiana, asserendo, come continua a fare il signor Ratzinger in ogni occasione, che Hitler fosse ateo e che il nazismo fosse stato l’espressione dell’estremismo ateo (cosa del tutto priva di senso, come ora vedremo). Hitler crebbe e formò la sua personalità in un ambiente profondamente cattolico, sia in famiglia che presso gli ambienti di studio, come abbiamo già visto, interiorizzò i messaggi autentici del cristianesimo (non quelli velati sotto il manto pietistico), volendo rinnegare le origini vetero-testamentarie di quest’ultimo al fine di estrometterne gli aspetti di derivazione ebraica; questo in seguito al profondo odio coltivato in lui contro gli ebrei proprio dalla sua devozione alla fede cristiana. In questa prospettiva il nazismo fu l’ultimo frutto avvelenato maturato dal cristianesimo stesso nel tentativo di epurazione definitiva verso l’odiato (poi vedremo il vero motivo) popolo ebraico; tentativo che fu già messo in atto nei Vangeli canonici, gnostici e apocrifi, nei quali la colpevolizzazione superstiziosa del popolo ebraico (l’aver ucciso un favoloso personaggio immaginario: Cristo) è esposta palesemente. La rilettura della figura di Cristo nel cristianesimo positivo (nazismo) non fu altro che un’evoluzione inevitabile, ovvia del cristianesimo in generale, comprese tutte le correnti, ma soprattutto quella cattolica e protestante. Dati questi presupposti ci si può domandare: sarebbe esistito il nazismo, e la tragedia storica verificatasi in seguito a questa febbre coltivata per quasi 2000 anni, se non ci fosse stato il cristianesimo? Ci sarebbe stato forse molto altro, altri percorsi tragici, la storia è fatta così, ma certamente non il nazismo e, vorrei aggiungere, nemmeno il fascismo. Per essere più precisa vorrei riportare le frasi stesse di Hitler e dei suoi seguaci:
1) “Siamo un popolo con religioni differenti, ma un unico popolo. Il problema non è quale fede conquisti l’altra, il problema è piuttosto se il cristianesimo resiste o crolla… Nelle nostre fila non tolleriamo nessuno che attacchi gli ideali del cristianesimo… nei fatti il nostro movimento è cristiano. Noi desideriamo ardentemente che cattolici e protestanti facciano conoscenza reciproca nel momento di estrema difficoltà in cui versa il nostro popolo”. (Richard Steigmann Gall, Il santo Reich, Boroli, Milano, 2005, p. 97)
2) “Mi è stato rimproverato il modo in cui tratto la questione ebraica. Per 1500 anni la Chiesa cattolica ha considerato gli ebrei come esseri nocivi (Schadlinge), li ha confinati nel ghetto ecc… perché si sa cosa sono gli ebrei. Nell’età del liberalismo non si è più visto questo pericolo. Io non metto la razza al di sopra della religione, ma vedo come elementi nocivi per lo Stato e per la Chiesa gli esponenti di questa razza, e forse sto rendendo alla cristianità il più grande servizio”( A. Hitler)
3) “Pertanto oggi credo di agire in accordo con la volontà del Creatore Onnipotente: difendendo me stesso dal giudeo, sto combattendo per l’opera del Signore”. (A. Hitler, Mein Kampf, Eher-Verlag, Monaco, 1925, p. 65)
Credo che queste pochi, fra gli innumerevoli, deliri teologici di Hitler possano essere sufficienti a fugare ogni dubbio sulla sua fede marmorea, perfino agli occhi di Ratzinger, che militò nella Gioventù Nazista e riabilitò, nel 2009, il vescovo lefebvriano negazionista Richard Williamson, il quale, come ben sappiamo, nega i fatti storici dell’Olocausto: una svista? Sarebbe ingenuo pensare che il Papa tedesco non ammirasse perfino questi grotteschi tentativi di contraffazione della realtà, visto che poco più di dieci anni fa collaborò per la rivista dell’ultradestra austriaca “Die Aula”, palesemente nazista e negazionista. E’ da ricordare che Ratzinger ha reintrodotto nelle omelie la preghiera per la conversione degli ebrei, che era stata abolita dal Concilio Vaticano II.
COME HITLER INCARNAVA LA FIGURA DI CRISTO AGLI OCCHI DEI NAZISTI
L’ossessione di Hitler e del suo cristianesimo positivo era la trasformazione della figura di Cristo in un icona ariana, biondo con gli occhi azzurri; la sua impresa non fu certo difficile, poichè l’iconografia cristiana, fin dagli inizi, ebbe la stessa fissazione, cioè rimuovere le caratteristiche semitiche a questa figura mitologica; ogni rappresentazione artistica di Cristo, da duemila anni, infatti, presenta le caratteristiche fisiognomiche care ad Hitler; il suo assillo, le sue idee “innovative” erano in realtà antichi quanto il cristianesimo stesso, ed egli non apportò nulla di effettivamente nuovo. Il nazismo ( o meglio “cristianesimo positivo”) esigeva che Hitler venisse adorato e considerato come il successore di Cristo, un personaggio dalla natura salvifica; e questo non tardò ad arrivare: nelle case si trovavano dei veri e propri altari davanti ai quali le donne pregavano di fronte al quadro con la foto del dittatore e le folle deliranti era questo che in effetti erano indotte a concepire. Hitler era ossessionato dalla religione, in un suo dipinto ritrasse sè stesso davanti ad un apparizione di Cristo, inoltre coltivava un autentica mania per le reliquie come il Santo Graal, la Lancia di Longino, il legno della vera croce, ecc…spendendo moltissime risorse nella ricerca di quest’ultime, organizzando delle vere e proprie spedizioni archeologiche a questo scopo. Il castello di Wewesburg venne istituito come sede delle SS appunto per la sua forma triangolare che fungeva da riferimento alla Trinità. Hitler non mancava mai di esaltare la natura cristiana del nazismo nei suoi discorsi, come quello in cui disse: “Il cristianesimo è la base di tutta la nostra morale”. Oggi stesso perseverano gruppi cristiani neonazisti, come quello denominato “Identità cristiana” e attivo negli Stati Uniti; il famosso KU KUx Klan, inoltre, altro non è che un movimento fondamentalista di matrice cristiana. Come anche le fibbie delle divise naziste portavano scritto il motto “Gott mit uns” (Dio ci protegga) e quel dio era il dio cristiano.
Prima che Hitler e il nazismo dessero alle fiamme le sinagoghe, esse furono incendiate per centinaia di anni su ordine di vescovi e santi della chiesa cattolica; gli ebrei furono perseguitati per millecinquecento anni, rinchiusi nei ghetti, costretti a indossare contrassegni, la plebe fu aizzata durante le processioni e ciò avveniva in tutti i Paesi cristiani, causando quelli che venivano chiamati “pogrom”, ovvero aggressioni alle comunità ebraiche mediante incendi e uccisioni in massa, perpetrate dalla gente invasata dalle omelie dei preti. Dopo la Rivoluzione Francese, nei paesi in cui venne istituito lo stato laico, la chiesa non potè più imporre le sue regole discriminatorie nei confronti delle minoranze e gli ebrei ebbero così molto più spazio nella vita civile e nei ruoli amministrativi della società; l’Illuminismo non fu mai digerito dalla chiesa cattolica, fu sempre un motivo di livore e di complotto perenne contro la società laica; un film già visto che si ripropone prepotentemente in questi decenni, mediante i continui attacchi al “relativismo”, al laicismo, all’intera convivenza civile, mediante l’insinuazione che, se il nazismo fu ateo, gli atei, gli agnostici, tutti i non credenti dovrebbero essere dei potenziali nazisti. La chiesa cattolica, come ben sappiamo, usa capovolgere la realtà nel tentativo di nascondere le proprie trame accusandone gli avversari e, nel medesimo tempo, attribuendosi il merito delle conquiste laiche per guadagnare consenso.
Chiesa e nazismo hanno in comune tutto, gli stessi principi, le stesse finalità sociali: il rifiuto della Rivoluzione Francese, l’avversione verso i diritti umani fondamentali (primo fra i quali è quello all’autodeterminazione individuale), la gerarchizzazione feudale della società, la presenza di un dittatore carismatico che si identifichi con Cristo (come il Papa, Hitler era considerato il Cristo in terra e seguito per “fede”).
PIO XII BENEDICE LA MISSIONE DI ANTE PAVELIC E I MASSACRI NEI CONFRONTI DEGLI ORTODOSSI SERBO-BOSNIACI
Come abbiamo trattato nel precedente articolo di “L’astuzia oscurantista di Karol Wojtyla”, durante il nazismo la chiesa cattolica non fu complice soltanto della persecuzione degli ebrei, ma fu mandante ed esecutrice, con l’ausilio del vescovo di Zagabria Alojzije Viktor Stepinac (criminale di guerra, al pari di molti altri vescovi e religiosi), del terribile massacro perpetrato nei confronti dei serbi ortodossi dalle milizie nazionaliste Ustascia fondate da Ante Pavelic, il quale venne ricevuto con tutti gli onori in Vaticano e gli fu augurato da Pio XII un buon esito della missione. La missione consisteva nella cattolicizzazione della Croazia, mediante l’eliminazione fisica di tutti gli ortodossi che non si fossero convertiti al cattolicesimo. Il 18 maggio 1941 Pavelic, accompagnato dai suoi sgherri, si recò in Vaticano, dopo aver fatto visita a Vittorio Emanuele III, in udienza privata col Papa, dal quale ricevette i migliori auguri per la sua “futura missione”, che consisteva nello sterminio degli ortodossi. Da quel momento l’unico modo per sfuggire al massacro era la conversione e il giuramento di fedeltà alla chiesa cattolica. Il vescovo Aksamovic di Diakovo promise: “Se passerete alla chiesa cattolica sarete lasciati in pace nelle vostre case”. L’esito di questa pulizia fu terribile: 100.000 serbi, uomini, donne, bambini, vennero uccisi nel modo più atroce, la stessa chiesa di Glina si trasformò in un luogo infernale, di tortura, di morte: vennero trovati bambini infilzati negli spiedi, le uniformi dei carnefici erano completamente intrise di sangue. Così scrisse il padre francescano Simic: “Ammazzare tutti i Serbi nel più breve tempo possibile. Questo è il nostro programma”. Il 17 Febbraio 1942 il capo dei Servizi di Sicurezza scrisse al comando centrale delle SS: “È possibile calcolare a circa 300.000 il numero dei Pravoslavi uccisi o torturati sadicamente a morte dai Croati… In proposito è necessario notare che in fondo è la chiesa cattolica a favorire tali mostruosità con le sue misure a favore delle conversioni e con la sua politica delle conversioni coatte, perseguite proprio con l’aiuto degli Ustascia…È un fatto che i Serbi che vivono in Croazia e che si sono convertiti al cattolicesimo vivono indisturbati nelle proprie case… La tensione esistente fra Serbi e Croati è non da ultimo la lotta della chiesa cattolica contro quella ortodossa” (dagli archivi della Gestapo). Il suddetto vescovo Stepinac, da spettatore compiacente e complice, scrisse questa lettera al Papa Pio XII: “Santo Padre! Allorchè la provvidenza divina concesse che io prendessi nelle mie mani il timone del mio popolo e della mia patria, decisi fermamente e desiderai con tutte le mie forze che il popolo croato, sempre fedele al suo glorioso passato, restasse fedele in futuro all’apostolo Pietro e ai suoi successori, e che il nostro popolo, compenetrato dalla legge del vangelo, divenisse il regno di Dio.” Parole scritte nel consueto, surreale, osceno delirio di onnipotenza che solo la religione, come quella cristiana di Hitler, può esprimere nel contesto del più buio sonno della ragione. In conclusione, alla fine di questa “pulizia” di matrice cristiana vennero uccise 600.000 persone, molte delle quali massacrate per mano stessa dei frati e dei preti cattolici.
Come di consueto, Wojtyla, nel 1998, beatifica il vescovo e criminale di guerra Stepinac.
LA CHIESA CATTOLICA E LA COSIDDETTA “OMERTA’” NEI CONFRONTI DELLO STERMINIO DEGLI EBREI.
Dati alla mano mi sembrerebbe quantomeno ingenuo parlare di “omertà”, dato che, come abbiamo visto, nazismo e chiesa cattolica consistevano l’uno nel decorso secolare dell’altra. Le agitazioni antiebraiche dei cristiano-sociali guidate da Karl Lueger a Vienna furono per Hitler una delle principali fonti per lo sviluppo della sua ideologia e della componente fondamentalmente religiosa del nazismo. Il 23 marzo 1933 Hitler vinse le elezioni grazie al suffragio del partito cattolico e dell’appoggio dei vescovi, dopo aver stilato la stretta alleanza fra gerarchie vaticane e Partito nazista con un concordato che sanciva l’influsso di queste ultime nelle decisioni del Partito e nell’educazione scolastica che, come avvenne in Italia con i Patti Lateranensi, fu da quel momento il perno della formazione delle nuove generazioni. Il 1°aprile dello stesso anno il Partito Nazista iniziò le operazioni persecutorie nei confronti degli ebrei, cacciandoli dagli uffici pubblici e boicottando i negozi e gli esercizi a loro appartenenti. Il cardinale di Monaco, Michael Von Faulhaber, appoggiò tali violenze sempre più incalzanti, asserendo che non ci fosse alcun motivo per la chiesa cattolica di opporvisi. “Non abbiamo alcun motivo di dare al governo un motivo per piegare l’odio contro gli ebrei…” (Michael Von Faulhaber, vescovo di Monaco). Il pogrom nazista della famosa “notte dei cristalli” del 1938, in cui vennero incendiati i ghetti e assassinati gli ebrei, non fu mai condannato dal Vaticano (nemmeno ipocritamente); durante il famoso discorso del Papa del 1942 vennero timidamente condannate le violenze che imperversavano in Europa, senza fare alcun riferimento alla sofferenza del popolo ebraico. In seguito i fondi elargiti da un importante organizzazione ebraica americana per aiutare le famiglie perseguitate vennero usati dalla chiesa cattolica solo per le famiglie ebree convertite. La cosa più grave nei decenni sucessivi fu senza dubbio il tardivo riconoscimento dello Stato d’Israele da parte del clero cattolico; il Vaticano (sedicente “stato” abitato da gerarchie sacerdotali a spese dello Stato italiano, compresi i non credenti) si oppose sempre alla nascita dello Stato d’Israele e della legittima rivendicazione di questo diritto da parte degli ebrei di tutto il mondo, riconoscendolo solo nel 1993 (!). Da importanti documenti recentemente emersi dagli archivi americani si viene a conoscenza delle confidenze fatte dal Papa Pio XII a un diplomatico americano, al quale disse che le informazioni circa le persecuzioni antiebraiche in Europa erano esagerate e dettate da fini propagandistici. Il giornalista John Cornwell, peraltro, definiva Pio XII come “il Papa di Hitler”. Al Papa stava soprattutto a cuore l’alleanza con i nazisti per sconfiggere quello che è sempre stato la fonte di un atavica paura per ogni totalitarismo religioso: il comunismo, rappresentato allora dalla Repubblica Sovietica. In realtà la chiesa cattolica, durante quasi due secoli di risentimento verso l’Illuminismo e di autentico terrore per il comunismo, per decenni spese ogni sua energia verso il suo unico obiettivo, il quale consisteva nella restaurazione dell’autoritarismo medievale, nella trasformazione dell’Europa in una grande teocrazia, nella guerra contro la Repubblica Sovietica; a questo punto, in seguito a questo secolare fermento, l’avvento del nazismo fu inevitabile, fu come il parossismo di una grande febbre, un epilogo senza scampo. Sull’incompatibilità del comunismo con qualsiasi assolutismo religioso si dovrebbe disquisire a lungo, a per spiegare come questa importante conquista sociale possa essere l’unica, nel corso della storia, ad essere in grado di superare questa malattia infantile dell’umanità (la religione) unica fonte e regia di ogni mostruosità storica avvenuta nei secoli.
LA SPECULARITA’ DEL FASCISMO NEI CONFRONTI DEL NAZISMO
Lo stesso metro di giudizio nei confronti del nazismo, lo si deve usare, ovviamente, anche nei confronti del fascismo, che ne fu una propaggine, fedele alleato del clero, a cui fece il regalo dei Patti Lateranensi, che in pratica riconsegnavano al Papa lo Stato del Vaticano, calpestando il sanguinoso sacrificio dei bersaglieri che conquistarono Porta Pia nel 1870. La chiesa cattolica fu la promulgatrice di tutte le dittature fasciste, da quella franchista in Spagna a quella di Pinochet in Sudamerica. Il fascismo fu la macchina da guerra del clero per demolire le conquiste del Risorgimento, come il nazismo lo fu per demolire i progressi sociali dell’Illuminismo, non per nulla il primo nacque proprio in Italia.
IL VERO MOTIVO DELLA PERSECUZIONE ANTIEBRAICA
Trascorsero quasi duemila anni di oscurantismo, di barbarie, di lotta che vide il sacrificio enorme di innumerevoli generazioni per uscire dalla spessa coltre dell’assolutismo, del terrore, della superstizione e della disumanizzazione operata dal clero cattolico e, in differenti modi, da tutte le altre correnti cristiane in Europa. Si susseguirono stragi, roghi, persecuzioni, torture. Fino al secolo dei Lumi, fino alla Rivoluzione Francese che fu come un risveglio dopo un lungo, terribile incubo che gravò sull’Europa fino a quel momento. L’Illuminismo fu una benedizione per ogni minoranza culturale, per ogni spirito libero, per ogni diversità. Lo fu soprattutto per gli Ebrei, che per la prima volta, dopo secoli, poterono uscire dai ghetti e partecipare ad ogni aspetto della vita civile, affrancandosi da un lungo, forzato isolamento. Gli Ebrei accolsero con grande entusiasmo le idee dell’Illuminismo, ne divennero i capisaldi e i maggiori beneficiari, ricambiando la civiltà occidentale con il prezioso contributo culturale dei loro pensatori e dei loro scienziati, partecipando in modo essenziale al progresso umanistico e sociale. Non si possono contare tutti gli innumerevoli filosofi, scrittori, scienziati di origine ebraica che si susseguirono in quasi duecento anni dalla Rivoluzione Francese; di matrice ebraica fu la più grande idea rivoluzionaria: il comunismo, nonchè la teoria psicanalitica e tutti i più importanti movimenti atei e di emancipazione sociale. Sono 170 i Premi Nobel di appartenenza ebraica, una presenza che non vede protagonista nessun altra comunità. Da questo si può naturalmente dedurre che l’odio nei confronti degli Ebrei in Europa, fomentato dalle gerarchie religiose cattoliche e protestanti assieme ai loro sgherri nazisti e fascisti, non fu alimentato da questioni finanziarie, razziali e tantomeno religiose, ma bensì dall’insanabile risentimento verso l’enorme contributo di progresso civile e umanistico di cui essi furono fautori fondamentali. I cristiani di ogni confessione videro sempre incarnato negli ebrei il relativismo, lo spirito scientifico e speculativo, il genio (che nel contesto di una fede cieca basata sulla “povertà di spirito” erano considerate caratteristiche infide), fu per questo che fu alimentato l’odio antisemitico, non certo per motivi economici o religiosi, che servirono da pretesti puramente riduttivi. Il genio ebraico in Europa fu sempre il più grande nemico dell’oscurantismo cattolico.
L’OPERAZIONE ODESSA (Organisation Der Ehemaligen SS-Angehörigen, Organizzazione degli ex-membri delle SS) E LA FUGA DEI GERARCHI NAZISTI COPERTA DAI GERARCHI DEL VATICANO.
Senza la complicità e l’aiuto del Vaticano la fuga dei criminali nazisti verso paesi compiacenti non avrebbe mai potuto avvenire. Pio XII (per il quale oggi ci si chiede addirittura se fosse colpevole di “qualche silenzio” sulla Shoa) per le leggi internazionali avrebbe dovuto essere condannato al carcere per il reato di complicità nella fuga di pericolosi criminali di guerra. Ma vediamo come avvenne l’organizzazione di quest’ultima. L’obiettivo dei nazisti era quello di istituire all’estero un Quarto Reich che avesse potuto perpetuare i sogni deliranti di Hitler. I gerarchi nazisti vennero convocati a Strasburgo sotto la direzione di Bormann, per accordarsi sui canali di fuga che avrebbero dovuto seguire per imbarcarsi e fuggire all’estero. Uno dei canali di snodo più importanti avrebbe dovuto passare per Genova, dove operava l’arcivescovo Giuseppe Siri, la cui collaborazione era fondamentale. La scelta di Genova fu, come evidenziano tutti gli storici, la prova dell’implicazione di un precedente concordato con la chiesa cattolica che affermava l’impegno del Vaticano ad aiutare i nazisti in fuga in caso di sconfitta. Ad agevolare questo progetto criminale furono certamente i Patti Lateranensi firmati da Mussolini, secondo i quali ogni edificio e proprietà ecclesiastica era (ed è ancora oggi) considerata “extraterritoriale” e non avrebbero potuto eseguirsi controlli o perquisizioni. Pio XII, infatti, si accordò su questa questione in un udienza segreta concessa al comandante delle SS in Italia Karl Wolff, appena dieci giorni prima che gli alleati arrivassero a Roma. I criminali nazisti fecero spesso rotta in Vaticano, la loro identità venne nascosta da abiti religiosi indossati durante la fuga; quegli stessi abiti che vennero sempre negati a coloro che prima fuggivano dalla persecuzione nazista. Il canale di fuga organizzato dalla chiesa per i nazisti venne denominato “canale dei ratti”ed era coperto da istituzioni umanitarie compiacenti gestite dalla stessa chiesa , che fecero pervenire ai fuggiaschi salvacondotti e documenti falsi che servirono all’imbarco per il Sudamerica. I nazisti pervenuti a Genova vennero sempre assistiti con tutti gli onori dai dignitari cattolici; l’arcivescovo di Genova era a capo di un’organizzazione (Comitato Nazionale per l’Immigrazione in Argentina) che aveva la funzione di convogliare i profughi dei paesi comunisti in Sudamerica, e questa stessa venne usata per i nazisti, compresi gli Ustascia colpevoli delle stragi in Croazia. Adolf Eichmann, Josef Mengele, Klaus Barbie, Ante Pavelic, Reinhard Kops, Heinrich Muller…questi sono solo pochi delle migliaia di pericolosi nazisti messi in salvo dall’attività criminale della chiesa cattolica, che fu peraltro complice di ogni genocidio perpetrato da quest’ultimi. Il monastero di San Girolamo, alle pOrte del Vaticano, divenne la residenza dei criminali Ustascia; un agente americano riuscì ad entrare nel suddetto monastero, facendo poi i nomi di almeno dieci pericolosi criminali Ustascia lì residenti. I criminali di guerra facevano la spola dal monastero di San Girolamo al Vaticano con tanto di autista e di targa diplomatica. Pavelic si nacsose a Roma, in un edificio sotto la giurisdizione del Vaticano.Per la chiesa cattolica Pavelic rappresentava il perfetto credente che combattè contro la chiesa ortodossa e contro l’ateismo comunista. Negli anni successivi praticamente l’intero convoglio di criminali Ustascia venne fatto fuggire in Argentina, con l’approvazione della “Pontificia commissione di assistenza profughi”. Così avvenne anche per tutti gli altri criminali di guerra nazisti, i quali, senza l’appoggio del Vaticano, non avrebbero poptuto sfuggire alle giuste condanne. Altro che “omertà” e “reticenze” di Pio XII, sulle quali ipocritamente si discute per nascondere ben altro.
In conclusione: non è possibile immaginare la nascita del nazismo separatamente dall’esistenza e dai principi del cristianesimo. Dopo la Rivoluzione Francese il principale cruccio della chiesa cattolica fu l’annullamento delle conquiste civili e della laicità degli stati europei. Era ovvio che personaggi carismatici e invasati, le cui menti furono plagiate dalle gerarchie religiose, dovessero essere favoriti nella loro ascesa, e questo accadde per Hitler e per Mussolini. Il pericolo di una rinascita del nazismo potrebbe essere debellato senza che l’Europa ne rimuova la radice religiosa? Sarebbe come pretendere che un albero non desse i suoi frutti e, se questi frutti saranno velenosi, l’albero li dovrà maturare per sua stessa intrinseca natura. Con il favore della crisi economica, in Europa, stiamo assistendo alla nascita di pericolosi partiti neonazisti; in Italia, dall’ascesa al potere di Berlusconi, abbiamo assistito allo sdoganamento del fascismo e del razzismo; l’apologia del fascismo e la creazione di partiti ad esso legati sono vietate dalla Costituzione, ma oggi nessuno ritiene più l’essere considerato “fascista” un motivo d’infamia. Anders Breivik, l’autore della strage in Norvegia, è stato una mano armata da deliri nazisti di matrice cristiana. L’odioso rigurgito di teorie “complottiste” antisemite (oggi eufemisticamente nominate “antisioniste”) che sono ancora più odiose in quanto provengono da sedicenti individui “di sinistra”, sono un film già visto e del quale si può intuire la regia “occulta”. L’Italia ha rinnegato i valori Risorgimentali e quelli della Resistenza: dal 1929 non è uno stato sovrano; i Patti Lateranensi e l’esistenza di uno stato Vaticano illegittimo, anticostituzionale e parassitario, colpevole dei più efferati crimini contro l’umanità (si pensi solo al genocidio dei bambini nativi in Canada come dato più recente) rende gli italiani un’immenso gregge di sudditi, governati effettivamente da una monarchia assoluta di matrice religiosa. Può essere concepita una futura Europa democratica, laica e civile se non verrà chiusa la partita con questo ultimo strascico di superstizione medievale istituzionalizzata? Finora abbiamo avuto avuto l’illusione di estirpare la mala pianta nazi-fascista, ma ne abbiamo solo potato i rami, le radici sono qui, nel nostro Paese e sono il filo conduttore di ogni minaccia alla democrazia, alla laicità e alla convivenza civile, oggi come nelle epoche precedenti.
“Tu dichiari, amico mio, di non odiare gli ebrei, di essere semplicemente “antisionista”; ma io ti dico che chi attacca il sionismo, intende gli ebrei”.
Marthin Luther King
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Operazione Odessa: “il canale dei ratti” del Vaticano:
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=3171
Ratzinger e le bugie sull’ateismo di Hitler:
http://www.giornalettismo.com/archives/83334/nazismo-hitler-bugie-papa/
Cristianesimo positivo (Wikipedia):
http://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo_positivo
Alessia Birri, 21 maggio 2012.
E-mail: aleph1968@hotmail.it
Feb 15
LA FAMIGLIA NATURALE NON ESISTE

Foto: Eanger Irving Couse: “Sun worshipers”, 1919
IL PRINCIPIO DI FAMIGLIA NON ESISTE IN NATURA, ESSO SAREBBE CONTRARIO AD OGNI CONDIZIONE EVOLUTIVA SOCIALE E ANTROPOLOGICA.
ETIMOLOGIA DEL TERMINE
Prima di iniziare il nostro lungo discorso sulla falsità delle convenzioni che si vorrebbero perpetuare, è giusto per prima cosa soffermarci sul significato stesso della parola “famiglia”, poichè, pur essendo molto sbandierata e riverita, pochi sono coloro che se lo chiedono. “Famiglia” deriva dall’antico latino “famulus” (servo, schiavo) e designa il complesso degli schiavi (compresi moglie e figli) alle dipendenze di un capo che aveva su di loro il potere di vita e di morte. Ed in effetti è proprio questo il cardine su cui si fonda l’ideologia delle forze reazionarie e religiose, soprattutto nel nostro Paese, ed è questo il principio velato dietro la continua, ridondante equiparazione “famiglia tradizionale=amore”. Attorno all’istituzione familiare ruotano dogmi, sistemi, menzogne e dispotismi secolari che la sua soppressione farebbe cadere come castelli di carta; da qui l’autentico terrore generato in certi ambienti all’idea del tramonto della famiglia.
Le sovrastrutture mentali e le false convinzioni sedimentate durante i secoli hanno creato dei muri e delle barriere apparentemente insormontabili fra noi e la nostra essenza, la nostra natura e le autentiche necessità ad essa legate. Tutto è capovolto. Riteniamo “scontate” e peggio ancora “naturali” istituzioni e abitudini che implicano un quantomeno spesso e impenetrabile sedimento d’incoscienza, una deviazione dal percorso evolutivo e dalle prerogative che ne hanno permesso gli albori. Questa sudditanza psicologica fa sì che anche i più laici, anticlericali o progressisti quando si affrontano i mostri sacri dell’oppressione secolare (in special modo la questione della famiglia tradizionale) si mostrino riverenti e si lascino guidare dalla mediocrità, piuttosto che perdere il favore del branco, della massa e dell’ideologia dominante dai quali si sentono intimiditi.
LA FAMIGLIA NON HA NOBILI SCOPI, MA VEDE I SUOI ALBORI CON LA NASCITA DELLA PROPRIETA’ PRIVATA E DEGLI INTERESSI EREDITARI. I SUOI FINI SONO ESCLUSIVAMENTE EGOISTICI E PREVARICATORI.
Con l’avvento della proprietà privata nasce la prima forma di organizzazione familiare, dettata dalla necessità di assicurare la propria discendenza ai fini del lascito ereditario; essa tuttavia non ebbe configurazioni universali, ma era concepita in modo diverso da popolo a popolo. Attraverso i secoli e i millenni, dagli albori della civiltà, l’istituzione familiare ha subito innumerevoli mutamenti e si è evoluta seguendo le necessità dei vari sistemi economici e sociali che si sono succeduti, essendone essa stessa il riflesso. La famiglia, come da secoli siamo abituati a concepirla (padre, madre e figli) e come vorrebbero perpetuarla le attuali religioni monoteistiche e i regimi di destra in ogni parte del mondo, non esiste in natura; in natura non esiste alcun concetto di “famiglia”, sia esso matriarcale o patriarcale, bensì esiste il principio di “comunità”, di bene collettivo, di condivisione allargata delle conquiste, dei doveri individuali, delle esperienze affettive. Oggi più che mai dobbiamo indirizzare le nostre energie e le nostre lotte contro l’ostacolo più grande e più accudito dai mostri sacri del capitalismo e del clero cattolico, qual’è la famiglia intesa come nucleo separato, basato sui legami di sangue, sugli interessi economici particolari e sulla sopraffazione fra i sessi e fra genitori e figli. Il capitalismo, dopo la Rivoluzione Francese, ha contribuito all’emancipazione dell’individuo nei confronti della famiglia, mediante la laicizzazione del matrimonio e l’introduzione del divorzio. Tutto questo progresso era ovviamente privilegio delle classi borghesi, non certo del proletariato o del “terzo stato” che servirono solo da carne da cannone per gli scontri della rivolta. L’istituzione familiare in ambito capitalistico assunse le caratteristiche di “alienante macchina da riproduzione” per il proletariato (come indica la definizione stessa) e caposaldo di interessi economici ed ereditari per la borghesia, il tutto pervaso dall’alone della suggestione religiosa che qualifica come “sacro” e “misterioso” tutto ciò che sarebbe naturalmente rigettato dall’essere cosciente, qualora se ne venisse a comprendere il vero significato. I fossili sociali del clero (residuati dell’oscura epoca medievale) non saranno mai avversati dal sistema capitalistico e dai suoi sostenitori, nonostante l’innovazione laica della Rivoluzione Francese, poichè la divisione in classi della società, implica che vi sia anche un livello culturale differente fra le stesse: la superstizione per le classi svantaggiate (poichè l’oppio religioso non permette loro di comprendere l’ingiustizia della propria condizione) e l’accesso alla cultura per la borghesia. Inutile ribadire quanto preziosa sia l’istituzione familiare tradizionale e patriarcale per le gerarchie cattoliche (questo vale per tutte le tre religioni monoteistiche odierne), poichè essa è il perno irrinunciabile attorno al quale ruota l’oppressione dell’uomo sulla donna e dei genitori sui figli, condizioni queste inscindibili dal regime di asservimento sociale degli individui.
LA NASCITA DELLA “COMUNITA’” IMPLICA UN ALLENTAMENTO DEI LEGAMI DI COPPIA NELLA PIU’ INCONDIZIONATA LIBERTA’ INDIVIDUALE. GLI STUDI DI LEWIS H. MORGAN.
Più gli individui sono “legati” da condizionamenti particolari (come può essere il contesto familiare) meno hanno interesse a condividere il proprio benessere con la comunità della propria specie e meno sono portati ad esprimere al massimo le proprie capacità, in assenza di un ampia condivisione. Il legame familiare, dunque, se fosse “connaturato” all’umanità, avrebbe portato ad una fissità conservatrice l’intera razza umana, impedendone il rapido ed unico percorso evolutivo rispetto alle altre specie animali. Dobbiamo considerare le società primitive e incontaminate se vogliamo identificare la vera natura dell’uomo e, soprattutto, se vogliamo liberare la mente dalle false convinzioni che ci paiono insormontabili. Possiamo così dedurre quanto le abitudini di convivenza siano variegate da popolo a popolo e come, nel corso della storia, non conoscano alcuno schema fisso e prestabilito. Prendiamo ad esempio i popoli indigeni del Nord America.
Gli Irochesi dello stato di New York sono stati conosciuti e documentati personalmente dall’antropologo Lewis H. Morgan, collaboratore negli studi di Friedrich Engels, nel XIX secolo, il quale visse a lungo insieme a loro. Presso questo popolo il “legame di coppia” era riconosciuto, come era riconosciuta la rispettiva discendenza; ma ogni bambino all’interno della comunità era ugualmente considerato “figlio” da tutti gli altri membri adulti, senza privilegiare in alcun modo i legami di sangue; l’appellativo di “figlio” non era un semplice vezzeggiativo, ma corrispondeva ad una precisa assunzione di responsabilità nei confronti dei soggetti accuditi. Questo tipo di relazioni parentali ed affettive estese a tutta la comunità, che non privilegiavano in alcun modo i legami biologici, era diffuso presso tutti i popoli nativi del Nord America, senza eccezione alcuna. L’estesa condivisione relazionale fra gli individui permetteva un’estensione dell’esperienza affettiva ed esistenziale senza alcun limite, annullando ogni ottusità e perciò, naturalmente, ogni causa di sopraffazione fra individui, la quale si può verificare solo in ambiti chiusi e controllati da legami stretti e interessi particolari.
LA SOCIALIZZAZIONE (PRINCIPIO OPPOSTO AL CONCETTO DI FAMIGLIA) E IL SUPERAMENTO COSTANTE DI OGNI SCHEMA E’ UNO DEI FATTORI DETERMINANTI PER L’EVOLUZIONE PSICHICA E FISICA DELLA SPECIE UMANA
Lo studio dei popoli primitivi, o ancora armonizzati con l’ambiente naturale, mette in luce inequivocabilmente come la natura stessa dell’essere umano non conosca degli schemi prestabiliti di convivenza. Prendiamo ad esempio le consuetudini sessuali delle tribù della Nuova Guinea, che sono quelle scoperte più recentemente e meno contaminate: le pratiche sessuali collettive sono regola abituale, così come le iniziazioni degli adolescenti da parte dei guerrieri adulti mediante riti orgiastici a carattere omosessuale, i quali hanno il valore di iniziazione e di passaggio all’età adulta. Le relazioni sessuali con le donne sono ridotte al minimo poichè sono considerate dispersive di energia per i maschi. Le relazioni e, in questo caso, il sesso dunque sono concepiti, in questo come in tutti i gruppi etnici relativamente primitivi, come “estensioni” delle esperienze, del benessere e dello sviluppo della comunità.
Dagli approfonditi studi antropologici sulle comunità primitive seguite da Morgan durante i suoi numerosi viaggi, emerge come esse fossero frequentemente propense alle relazioni multiple, estendendo ogni possibilità di scelta a entrambi i sessi. Così assistiamo al fenomeno naturale di “poliandria” per le donne e “poligamia” per gli uomini. Ciò fece in modo che in questi casi la discendenza della prole fosse sicura solo per parte di madre; per quel che riguarda gli albori della civiltà, dunque, questa fu la ragione principale per cui la prima istituzione familiare, contemporanea all’introduzione dell’agricoltura, dell’allevamento di bestiame e delle prime necessità ereditarie rispettive alla proprietà privata, ebbe carattere “matriarcale”.
Presso gli aborigeni australiani il primo “patto” fra coppie somigliante ad un matrimonio avveniva all’età di trent’anni (età considerevole per quel gruppo etnico) ed era preceduto da innumerevoli rapporti promiscui ed esperenziali di ogni tipo. In pratica, questo patto avveniva al culmine del percorso evolutivo individuale e ne suggellava la maturazione.
L’unico filo conduttore che può essere accomunato a tutti i popoli nativi e non civilizzati è l’assoluta varietà, fluidità e impossibilità di categorizzazione secondo i canoni della nostra vecchia mentalità dominante. L’unica caratteristica che li può unire è la condivisione, la socializzazione e la conseguente estensione di ogni esperienza, soprattutto sessuale, quindi la mancanza di un concetto di “gruppo separato” (quale può essere solo la famiglia come la intendiamo noi) dalla comunità stessa.
L’ISTINTO A FORMARE GRUPPI “FAMILIARI” E’ CONNATURATO ALLA MAGGIOR PARTE DELLE SPECIE ANIMALI, MA E’ ANOMALO PER QUEL CHE RIGUARDA LA SPECIE UMANA
In moltissime razze animali invece, soprattutto fra i primati, vige la “coppia fissa”, per cui in molte razze di uccelli e, specialmente, fra i grandi felini, la coppia si isola e rimane legata per tutta la vita. Presso i primati (le grandi scimmie) il maschio può avere molte femmine, ma la femmina può avere un solo maschio che perciò domina l’interno gruppo a lui corrispondente (la poliandria, al contrario, è pratica esclusivamente umana); la gelosia del maschio derivante dal possesso del proprio gruppo di femmine e cuccioli e il conseguente isolamento rispetto agli altri gruppi, determina una divisione costante della specie in piccoli branchi legati dal possesso egoistico e dal desiderio di dominio di un capo e non permette, dunque, alla suddetta specie di evolversi, confinando in questo modo i primati, a differenza dell’uomo, all’interno della propria nicchia immutabile e sempre uguale a sè stessa. Infatti, la naturale predisposizione dell’uomo alla condivisione collettiva, ad allargare la propria sfera conoscitiva ed esistenziale, è stata uno dei fattori determinanti affinchè non subentrasse alcun tipo d’isolamento in piccoli nuclei, che avrebbe congelato lo sviluppo evolutivo della nostra specie, alla stregua dei primati che oggi conosciamo.
Possiamo trarre la conclusione da questi dati che solo un’ampia condivisione a livello comunitario e il fattore della “socializzazione” delle relazioni possono creare le condizioni per la valorizzazione delle facoltà individuali e foggiare le risorse affinchè queste possano emergere; ciò infatti ha permesso l’evoluzione della nostra specie mediante elementi determinanti che in ambito strettamente familiare non possono sussistere. Perciò l’organizzazione familiare non costituisce un fattore regressivo nella specie umana (non essendo esistito un fenomeno simile antecedente alla civiltà), ma avrebbe costituito un vero e proprio ostacolo all’evoluzione e alla sopravvivenza stessa, riducendo l’uomo allo stile di vita e alle abitudini connaturate alle specie per le quali non c’è alcuna possibilità di evoluzione psichica e sociale. La fluidità, la libertà e la dinamicità sono le caratteristiche che hanno contraddistinto la specie umana per la maggior parte della sua esistenza e che ne hanno determinato lo sviluppo intellettivo nel tempo, mediante lo scambio reciproco su larga scala delle conoscenze e del linguaggio. La libertà, conseguente alla coscienza di sè, è ciò che distingue l’esistenza umana da tutte le altre specie presenti, mentre la fissità, la chiusura, l’isolamento, caratteristico di altre specie (determinato dalla nicchia del piccolo gruppo familiare), sono un fattore paralizzante e assolutamente contrario alla natura umana. Per questo non si può operare un confronto con le abitudini degli animali per capire le inclinazioni primarie dell’uomo (come molti hanno sempre tentato di fare), sarebbe ingiustificato e assurdo.
IL SUPERAMENTO DEL CAPITALISMO E LA NASCITA DI UNA NUOVA ERA SOCIALISTA SONO LE CONDIZIONI FONDAMENTALI PER IL SUPERAMENTO DEL CONCETTO DI FAMIGLIA E DEI RELATIVI OSTACOLI ALL’EVOLUZIONE SOCIALE AD ESSA LEGATI.
Ci troviamo alla soglia della civilizzazione, ma non l’abbiamo ancora oltrepassata, nonostante il progresso tecnologico ce ne dia l’illusione. Più saranno stretti e rilevanti i legami familiari in una società, sia fra uomo e donna che fra genitori e figli, più questa società sarà oppressiva e soggiogata dal dispotismo di poteri religiosi e politici. La prima e più importante conquista di una società realmente laica e dunque civile è la responsabilizzazione dell’intera organizzazione sociale nei confronti dei minori soprattutto, senza alcuna delega a singoli individui (genitori biologici) rispetto alla cura fisica e psicologica della prole; più potere sarà affidato ai genitori, più il regime sociale sarà oppressivo nel suo insieme; più la responsabilità sarà allargata all’intera sfera sociale, meno prevaricaricazione ci sarà fra gli individui, fra i sessi e, conseguentemente, in ogni contesto della vita civile. Oggi, nonostante ciò sia messo largamente in discussione, e nonostante gli enormi cambiamenti in ambito sociale, la cultura dominante diffusa dai mass media di destra nel nostro Paese e la maggior parte degli individui di vecchia generazione, considerano la famiglia tradizionale e la difesa di quest’ultima come qualcosa di inscindibile dal concetto di “società civile” o, peggio ancora, dalla natura umana; questa assurda mentalità è indotta dall’assuefazione, dall’abitudine e dalla conseguente schiavitù psicologica cagionata nei secoli dalle ideologie dominanti. In realtà la famiglia come clan separato e gerarchizzato al suo interno, compare con la nascita della proprietà privata, è esclusivamente istituita e conservata nei secoli e nei millenni da interessi economici, ereditari e null’altro che egoistici. Nessun nobile fine dunque, nessuna presunta sacralità e, tantomeno, nessuna necessità naturale stanno alla base di questa “istituzione” che, proprio in quanto tale, non ha nulla a che vedere con le inclinazioni e le esigenze del benessere della specie umana, ma ne determina la fossilizzazione e ne paralizza ogni spinta evolutiva. L’istituzione familiare implica il principio di “possesso”, non solo della proprietà individuale, ma del dominio fisico e psicologico di un singolo individuo dominante su tutti gli altri membri del gruppo, esattamente come avviene presso i gruppi di primati di cui abbiamo accennato sopra. Ne deriva perciò la conseguente oppressione della donna da parte dell’uomo e dei figli da parte dei genitori.
ABOLIRE L’ARTICOLO 29 DELLA COSTITUZIONE
Il suddetto Articolo recita: “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare.”
Questo articolo della nostra Costituzione non è dettato dalla realtà, ma dalla superstizione settaria dovuta all’interevento dell’allora Democrazia Cristiana, perciò dovrebbe essere già da tempo eliminato, perchè rappresenta un paradosso nei confronti della Costituzione stessa e un’imposizione assurda che limita la libertà di scelta individuale, ed è inaccettabilmente discriminatorio nei confronti delle nuove forme di convivenza formatesi in questi ultimi decenni.
Il capitalismo non è un tabù, non è l’apice del progresso della società umana o un dogma immutabile (questo lo si credeva anche per le precedenti forme di società e addirittura per l’istituzione schiavistica), non rappresenta certo una soglia invalicabile; ove durante la Rivoluzione Francese costituì un passo avanti verso l’emancipazione individuale (ma solo per le classi abbienti) oggi al contrario rappresenta proprio il caposaldo della conservazione, perno della quale è la famiglia tradizionale (che per sua stessa definizione non può chiamarsi “naturale”), senza la quale il concetto stesso di “proprietà” e di “privilegio” non avrebbe alcun senso. Il percorso di maturazione della coscienza umana è un viaggio iniziatico, consistente nella riscoperta dell’assoluta libertà che guida l’esistenza umana al di là di ogni condizionamento successivo determinato da fattori di sottocultura, come possono essere quelli religiosi e “tradizionali”. Sostanzialmente, tutto ciò che non corrisponde ad una libera scelta è malato, determina pericolose spinte regressive e imbarbarimenti le cui conseguenze sono l’abbruttimento e la riduzione dell’umanità ad un ramo morto, ripetitivo e senza futuro; in una parola: all’annichilimento.
CONCLUSIONE:
Le bugie hanno una caratteristica comune: finiscono, vengono smascherate dal corso della storia e dall’incondizionabile e libera natura dell’uomo. L’uomo è un microcosmo, il fulcro ed il riflesso di ogni energia e di ogni aspetto del mondo intorno a lui; questo implica che vi agiscano innumerevoli forze che ne rendono illimitate le scelte e le espressioni di convivenza sociale, determinandone la libertà. L’universalizzazione, ovvero la tendenza all’amalgamazione e alla condivisione sempre più ampia, è la caratteristica fondamentale che ha permesso l’inizio del percorso evolutivo. Qualsiasi forma di organizzazione immutabile, di chiusura, è immaginaria e dettata da convenzioni. Perciò l’unico filo conduttore che possiamo dedurre con le nostre speculazioni è il valore assoluto della libertà, al di là delle favole familiari e delle regole tradizionali.
Alessia Birri 15 febbraio 2012
E-mail: aleph1968@hotmail.it
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Engels: l’origine della famiglia, della proprietà privata e dello stato
http://www.resistenze.org/sito/ma/di/ce/mdce5n29b.htmAlcune nozioni sulla convivenza presso le varie culture, a cura del dott.Renzo Zambello
http://www.zambellorenzo.it/news/faq.php?answer=176&cat_name=CULTURA&category_id=8“La concezione marxista leninista della famiglia”, a cura dell’Ufficio Stampa del PMLI:
http://www.pmli.it/famiglia.htmlFamiglia naturale o convenzionale?
http://www.elapsus.it/home1/index.php/component/content/75?task=viewLa sessualità nella preistoria, a cura del Prof. Alessandro G. Littara
http://www.androweb.it/androweb/informazioni-generali/sessualita-preistoria.asp“La famiglia naturale è una costruzione culturale”: gruppo facebook di EMANUELE MARIAN
http://www.facebook.com/groups/354807290706/
Gen 12
IL MANIFESTO DELL’ANTICRISTO

QUESTO MANIFESTO VUOLE ESSERE UN RESOCONTO DELLE DEGENERAZIONI E DELLE PERICOLOSE TRAME SOCIALI INSITE NELL’IDEOLOGIA RELIGIOSA, AL DI LA’ DEI LIMITI DELL’ABITUDINE E DELL’ASSUEFAZIONE CHE INDUCONO A NON VEDERE E A NON RIFLETTERE, A PARTIRE DALLO STESSO ATTO FONDANTE DEL MONOTEISMO GIUDAICO-CRISTIANO E DAL PIU’ ABERRANTE DELITTO CONTRO NATURA: IL FIGLICIDIO.
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L’OMOSESSUALITA’E’UN VALORE FONDAMENTALE.PROGRESSO.FUTURO.EUROPA.FAMIGLIE ARCOBALENO.MATRIMONIO GAY.

L’OMOSESSUALITA’ E’ INNANZITUTTO PROGRESSO, LIBERTA’, CONSAPEVOLEZZA.
VOGLIO PRECISARE: QUESTO ARTICOLO E’ DEDICATO ESCLUSIVAMENTE ALLE NUOVE GENERAZIONI, CHE RAPPRESENTANO L’UNICA E PRINCIPALE GUIDA DEL MIO PENSIERO.
LETTERA APERTA A TUTTI GLI OMOSESSUALI ITALIANI. QUESTO ARTICOLO VUOLE ESSERE UN APPELLO A TUTTI VOI PERCHE’ SIATE I CONSAPEVOLI COSTRUTTORI DI UN FUTURO CHE PORTERA’ LA VOSTRA IMPRONTA, NELLA COSCIENZA DEL VOSTRO INSOSTITUIBILE CONTRIBUTO CULTURALE E SOCIALE.
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Gen 05
CRISTOFOBIA di Emanuele Marian
Articolo interessantissimo scritto dal mio amico e collaboratore EMANUELE MARIAN, sulla retorica e la tattica di sopravvivenza della teocrazia vaticana nel mondo.
Introduzione
Di recente, l’Osservatorio sulla intolleranza e sulla discriminazione dei Cristiani in Europa ha presentato a Vienna un Rapporto in cui registra fatti e personaggi relativi al recente e crescente fenomeno di intolleranza e discriminazione contro i Cristiani in Europa negli ultimi cinque anni. Secondo l’Osservatorio, questi atti sarebbero “risultato di un’opposizione ai tratti caratteristici del credo Critiano o delle posizioni morali che ne fanno parte in maniera intrinseca”, cioè la critica e il dissenso verso le opinioni delle confessioni cristiane, sarebbe di per sé una violenza contro i Cristiani.
Lo scenario delineato dal Rapporto è avvilente: un giudice cristiano è stato punito con diciotto anni di sospensione per non aver concesso il ruolo di cogenitore alla partner della madre di una bambina (UK); la Corte Suprema ha respinto l’appello di una ufficiale di stato civile cristiana che si era rifiutata di registrare un’unione civile tra gay (UK); le case di riposo cristiane perdono i finanziamenti pubblici se discriminano gli anziani per orientamento sessuale (UK); Monsignor Leonards, capo della Chiesa Cattolica Belga, ha affrontato l’accusa di omofobia per aver affermato che “l’AIDS è la punizione divina per i gay”, non prima di aver chiesto misericordia per i preti pedofili anziani (Belgio); il Papa, a causa di proteste degli studenti, ha annullato la propria visita all’Università “La Sapienza” (Italia); la Corte dei Diritti umani ha considerato una violazione al diritto di esprimere le proprie opinioni il mancato rinnovamento del contratto del Professor Luigi Lombardi Valladri, avendo affermato che il Vangelo è “il più spaventoso messaggio mai fatto conoscere all’umanità” (Italia); degli attivisti per i diritti dei gay hanno messo in atto un provocatorio bacio collettivo davanti alla cattadrale di Notre Dame, a Parigi (Francia); una nuova Carta per l’Eguaglianza costringerà le Chiese a non discriminare nelle assunzioni gay praticanti transessuali (UK); il governo austriaco ha emesso delle direttive sull’educazione sessuale nella scuola pubblica che non permettono di fatto l’insegnamento dei valori cristiani relativi alla sessualità (Austria); una madre è stata condannata a otto giorni di prigione per essersi rifiutata di mandare la figlia di nove anni a scuola, una protesta contro il corso di educazione sessuale (Germania); contestato i contenuti del corso di educazione sessuale; l’Università di Monaco dedicata a Ludovico Massimiliano, ha sospeso il corso di “Etica amministrativa su fondamenti cristiani”, avendo poco o nulla a che vedere con il curriculum (Germania); i secolaristi europei hanno affermato in un incontro sull’abuso dei minori che la Chiesa Cattolica Romana si è comportata come la Mafia nel nascondere i casi di pedofilia al proprio interno (Europa); secondo l’Organizzazione non governativa IPPF, favorevole all’aborto e alla contraccezione, i Cattolici sono indistinguibili dagl’Islamici per fondamentalismo (Internazionale); slogan anticristiani come “Dio non esiste” e “Se Maria avesse abortito ci saremmo risparmiati la tua esistenza”, sono stati lanciati in una manifestazione a Vienna (Austria); in un programma televisivo ungherese è stato affermato “la vita di un bambino è distrutta da due cose: dalla Cristianità e dalla pornografia” (Ungheria); un pittore ha esibito una Madonna con Hitler bambino (Italia); è stata esposta una scultura che rappresenta Cristo con un missile (Spagna); venti croci sono state rimosse dai muri di un’ospedale di Bad Soden in presenza dei pazienti, per essere poi gettate nella spazzatura (Germania); due porte di vetro sono state distrutte ed è stato acceso un fuoco sotto il tabernacolo di una chiesa viennese (Austria); un uomo non identificato ha aggredito quattro monaci francescani a Torino (Italia); a una cappella protestante è stato appiccato fuoco durante la notte, ad Amburgo (Germania).
Il Rapporto intero è reperibile all’indirizzo www.intoleranceagaistchristians.eu e occupa, tra approfondimenti e spiegazioni, molto meno delle quaranta pagine promesse. In realtà, molti degli atti “persecutorî” sono ripetuti in diverse sezioni del documento e la maggioranza di quelli più gravi si sono verificati al di fuori dell’Unione Europea (Turchia in primis); inoltre, molti reati non sono vere prove di un odio religioso, ma si configurano come generici atti vandalici. Quasi tutte le accuse d’intolleranza e discriminazione verso i Cristiani sono motivo di confusione per il lettore attento: per quale motivo sarebbe discriminatorio punire un Cristiano per aver contravvenuto alle norme sulle adozioni agli omosessuali? Perché un Cristiano dovrebbe avere l’opportunità di diffamare e discriminare delle persone senza pagarne le conseguenze? A quali norme contravviene un cittadino che esprime critica e dissenso nei confronti degl’insegnamenti cristiani? Come mai è considerata una violenza rimuovere le croci dagli spazî pubblici, ma non discriminare la presenza di altri simboli confessionali? Il vero intento di questo rapporto è affermare il preteso diritto dei Cristiani a discriminare e a non tollerare chi cristiano non è, magari arrivando a imporre in Europa una forma di diritto fondata sulla persecuzione dei peccatori. Di questo passo sarà considerato intollerante e discriminatorio nei confronti dei Cristiani non sottostare ai precetti del Vangelo e, chissà, la pena potrebbe essere la morte, magari dopo tortura, metodo che la Cristianità ha già praticato con grande profitto, tra IV° e XIX° secolo.
La situazione all’estero
La WEA, l’Alleanza Evangelica Mondiale, indica la Cina e l’India come due paesi nei quali la persecuzione delle minoranze cristiane è “dilagante” e “forte”. Certo, i partiti della destra xenofoba europea non sono contenti delle “invasioni” da parte di persone “colorate” in Occidente, ma perdono ogni convinzione nazionalista quando si tratta di Cristiani che si traferiscono in Oriente con il fine esplicito di convertire gl’indigeni. L’impressione è che ci sia una radicata tendenza razzista nei responsabili del “Popolo di Dio” per considerare nocivi gli altrui usi e costumi; a questa presunta inferiorità naturale dei credenti in errore, o dei non credenti, corrispone una pretesa capacità civilizzatrice di questi portentosi detentori della Via, della Verità e della Vita (e chi è contro di loro è perciò un deviato, un menzognero e un servitore della Morte).
La Cina è stata un Impero vastissimo, ma chiuso in sé stesso: non aveva bisogno di religioni istituzionalizzate, il Confucianesimo è sempre stata una forma di “etichetta” che ha permesso di mantenere una certa unità interna e i culti degli stranieri furono accettati senza particolari problemi. Le prime diffidenze nacquero con l’incontro tra i Nestoriani già presenti e i Francescani, arrivati nel corso del XIII° secolo: le dispute interne al Cristianesimo stesso ricorprirono di ridicolo entrambe le correnti, cosa che ne indebolì l’autorevolezza. Nel XVII° secolo i missionari di Matteo Ricci furono accolti a Pechino, ma dopo che alcuni di loro ebbero introdotti costumi cinesi nella liturgia e avendo ricevuta perciò una reprimenda dal Papa, le autorità imperiali non riuscirono più a ignorare la tendenza cristiana a considerare la propria dottrina superiore a qualunque altra. Questo comportò un ulteriore irrigidimento, che divenne ostilità tra il XVIII° e il XIX° secolo, allorché i mercanti inglesi, cristiani, cominciaro a introdurre grandi quantità d’oppio nel mercato cinese per smerciare la sovrapproduzione indiana, costringendo la dinastia Quing a proibire una merce non più limitata agli usi medici.
I Cristiani d’oggi dimenticano che molti missionarî, come Karl Friederich August Gutz e Robert Morrison, furono impegnati in attività di contrabbando al fianco di quella stessa East India Company che premeva per aprire il mercato cinese. I “Trattati iniqui”, stipulati dopo la sconfitta dell’Impero Cinese nelle due guerre volte a bloccare il commercio clandestino (e quindi la penetrazione di predicatori e di prodotti occidentali nella maggiore nazione asiatica), consentirono ai Cattolici e ai Protestanti d’incamerare le proprietà di molti civili cinesi, per costruire chiese e altre strutture d’assistenza, pagate attraverso un’aumento delle imposte fino a tredici volte quelle che i locali erano abituati a versare. Con gli stessi soldi sottratti alla popolazione, venivano pagati i programmi di evangelizzazione e indottrinamento. I trattati favorirono inoltre i prodotti occidentali, penalizzando quelli cinesi, che distrussero l’economia nazionale e portarono una crisi generalizzata che sfociò nella ribellione dei Boxer e poi all’instaurazione di un regime comunista: il popolo non riusciva più a sopportare una miseria prolungata da accordi ineguali e così si ribellò in maniera radicale; il Vaticano reagì istigando i conversi a ribellarsi, invece che cercare di risolvere il problema attraverso una critica severa del proprio operato nei secoli precedenti.
Altro caso è quello dell’India, un paese complesso e da sempre aperto alle più svariate influenze, elogiato addirittura da Israele per essere stato l’unica nazione al mondo a non aver perseguitati gli Ebrei. Le scaramucce tra Indù e Cristiani o Maomettani non mancano, anche se quelle con i seguaci del Profeta non ottengono la stessa attenzione nei media dei paesi cristiani; l’informazione non è equilibrata e ci si scorda del fatto che, in India, chi aggredisce i missionarî è a rischio di pene capitali, mezzi estremi che il Catechismo della Chiesa Cattolica non ha mai rifiutato.
Il problema per gl’Indù è che i missionarî cristiani fanno leva sulla povertà di una gran parte della popolazione (già vittima del precedente sfruttamento britannico) per ottenere finanziamenti privati e pubblici che sono investiti nella conversione degl’indigenti, non certo nella lotta contro la miseria: i gruppi di soccorso locali sono affossati per favorire quelli di matrice confessionale-occidentale. A Mumbay ci sono ghetti nei quali sono ammessi solo i seguaci di Gesù e molti ospedali cristiani, costruiti con i soldi inviati da gente ignara, in molti casi ammettono solo i convertiti o persone disposte a pagare un conto salatissimo. Già Papa Wojtyla aveva invitato i convertiti a continuare la propria missione apostolica, avendo il Sinodo espresso la convinzione che l’Asia debba trovare riposo nel Signore risorto. Per uno scopo simile, è in atto un’azione separatista finanziata dalla Southern Baptist Church per creare uno stato cristiano indipendente, arrivando ad appoggiare il National Liberation Front of Tripura, che raccoglie fondi attraverso attività che vanno dalla pornografia allo stragismo, al fine d’istituire una nazione confessionale. Gli occidentali si sono convinti di finanziare attività umanitarie, quando invece stanno sostenendo un’agenda di proselitismo serrato che fa leva sui bisogni dei poveri per arrivare a conversioni forzate: assieme alle medicine viene somministrato il battesimo e si rifiutano gli alimenti a chi si oppone a questo sistema. Qualche chiesa viene data alle fiamme, ma i più non ricordano, o non sanno, i casi di violenza perpetrati dai Cristiani: il nove ottobre Duemila, un gruppo di credenti in Cristo denudò un minorenne e lo bastonò nella scuola locale “perché non ha voluto accettare Gesù come suo salvatore”, fatto che sfociò in contrasti con gl’Indù della zona; dopo un mese esatto la polizia dovette arrestare David Berry, incriminato di rapporti sessuali con undici minorenni adescati in un tempio di Puri con la complicità di Bijoy Behera, inse-gnante appena convertitosi; il 4 dicembre alcuni Cristiani vandalizzarono delle edicole sacre, stuprarono due devote e aggredirono altre due persone venute a venerare i proprî dèi; il missionario Joseph Cooper fu espulso undici anni dopo essere stato colto in flagrante nella violenza a una dodicenne indù, mentre un casa simile accadde al suo collega Sam Benson, assistito dalla consorte.
Non è semplice riassumere tutti i movimenti terroristici cristiani in poche righe, qui si è accennato al National Liberation Front of Tripura, che ha convertito con la forza persone innocenti ed è stato accusato di violenze sessuali verso le prigioniere, documentate per immettere materiale pornografico nel mercato, al fine di finanziare le attività terroristiche, nonostante il cospicuo sostegno economico fornito dalla Chiesa Battista di Noapara Baptist, il cui segretario è finito in carcere proprio a causa di queste attività. Il Nationalist Socialist Council of Nagaland, propone la nascita di uno Stato Cristiano-Socialista nel nord-est dell’India, soprattutto nell’area di Manipur: fino al 1971 ha ricevuto supporti materiali dagli Stati Uniti e negli anni ’80 dalla Cina, ma riesce a raccogliere fondi dall’attività di spaccio. Nell’Occidente sono presenti gruppi non interessati alla creazione di nuovi stati confessionali, ma a riportare nazioni già esistenti sotto l’egida di Cristo: l’Iron Guard ha tracciata una scia di sangue tra atei, comunisti, Ebrei, gay, massoni e ha partecipato attivamente all’Olocausto, riducendosi poi di numero nel periodo post-comunista; la Russian National Unity è esplosa negli anni ’90 fino a raggiungere le 100 mila unità, raccolte contro qualsiasi minoranza; in Uganda la Lord’s Resistance Army è attiva dagli anni ’80 con duemila soldati, ma ha forzato oltre 10 mila minorenni a unirsi alla sua lotta armata, in Sudan, Repubblica Centro-africana e Congo, oltre al paese d’origine, con varie violazioni dei diritti umani, omicidio, rapimento, mutilazioni, schiavismo per fini sessuali e così via; in America è ancora attivo il Ku Klux Klan, alleato al Partito Nazista Americano, con un’interminabile scia di assassinî, attentati dinamitardi, impiccagioni, massacri in favore della “razza bianca”. Ecco un collegamento utile: http://en.wikipedia.org/wiki/Christian_terrorism.
EMANUELE MARIAN
Ott 23
Roma 15 ottobre 2011:la violenza e l’ipocrisia

“Se non state attenti, i media vi faranno odiare le persone che vengono oppresse e amare quelle che opprimono.”
(Malcolm X)
“È meglio essere violenti, se c’è la violenza nel nostro cuore, piuttosto che indossare la maschera della non violenza per coprire la propria impotenza. La violenza è sempre preferibile all’impotenza. Per un uomo violento c’è sempre la speranza che diventi non violento. Per l’impotente questa speranza non c’è”.
Gandhi
Non voglio dilungarmi in digressioni sulla crisi del capitalismo mondiale, sull’inaccettabile ingiustizia su cui si basa un sistema destinato a implodere e a fagocitare sè stesso, bensì voglio focalizzare l’attenzione sui fatti di Roma, sabato 15 ottobre 2011, alla manifestazione degli Indignados, al di là del fatto che ci siano stati degli infiltrati o meno tra i gruppi facinorosi, al di là dell’analisi del famoso metodo Cossiga, vorrei far aprire gli occhi su ciò che è in effetti sotto gli occhi di tutti, da quasi 20 anni, vorrei mostrare senza giri di parole la cruda realtà di un Paese ostaggio dei fascisti, dei mafiosi, delle grandi lobby bancarie, della cricca vaticana che hanno cancellato ogni conquista democratica e civile, che ogni giorno uccidono, massacrano, torturano i cittadini nel silenzio-assenso dei media, che cancellano diritti fondamentali, che spazzano via il futuro delle nuove generazioni con il chiaro intento di creare masse di precari ricattabili e senza voce, masse di proletari in stile ottocentesco, emarginati dalla cultura (con lo stratagemma del merito nella riforma Gelmini)e dal benessere. In Val Di Susa la polizia spara ad altezza d’uomo lacrimogeni e usa armi proibite dalla convenzione internazionale, armi chimiche cangerogene proibite in guerra ma usate contro i manifestanti No Tav, con il chiaro intento di uccidere; tortura i manifestanti inermi e feriti che aspettano i soccorsi; nelle caserme della polizia e dei carabinieri cittadini inermi vengono torturati e uccisi (vedi il caso Uva di cui si parla in questi giorni); i cittadini vengono ogni giorno torturati e uccisi nelle carceri (in Italia, unico Paese fra i cosidetti “democratici”, non c’è il reato di tortura); ogni voce dissidente viene isolata, cacciata e minacciata. Il regime è servito, in tutta la sua violenza, le sue minacce, il suo odio; odio contro le nuove generazioni, odio contro le ideologie dissidenti, contro le minoranze, odio razzista, sessista, contro i non-omologati al sistema che ogni giorno miete vittime; vittime che non fanno rumore, perchè non nutrono l’ambizione e la carriera dei giornalisti, i quali hanno bisogno di ingraziarsi i propri padroni, perciò come leoni si scagliano contro i facinorosi black bloc di Roma, facendo a gara a chi usa le parole più dure, a chi esterna il disprezzo più totale verso quei ragazzi che sulla propria pelle hanno avuto il coraggio di affrontare chi è al servizio di questo potere cieco che ormai entra nelle case, nella vita di ogni giorno calpestando soprattutto le nuove generazioni.
Ed ecco che abbiamo gli arrivisti della politica, che invocano pene severissime, durissime nei confronti dei black bloc, che non sono alieni, come vorrebbero farci credere i media di regime, ma sono i nostri figli, sono i ragazzi nati sotto le spire di una dittatura che non si sono scelti, che gli abbiamo lasciato in eredità, con la nostra vigliaccheria, con l’indifferenza, il servilismo. Siamo costretti a subire la violenza delle parole di uno come Vendola, che invoca pene esemplari, che si augura che i violenti vengano catturati, lui, colluso con gli affari sporchi del San Raffaele, che ha venduto la sua regione agli interessi della lobby vaticana, che ha strisciato ai piedi dei potenti fino a consumarsi pur di costruirsi una carriera, lui, nel piccolo mondo della sua frustazione, del suo perbenismo bigotto, delle sue declamazioni studiate a tavolino, si augura che i facinorosi vengano arrestati, magari anche torturati, o uccisi dalle forze dell’ordine, cosa che non farebbe certo notizia come un vetro sfasciato dai black bloc nei telegiornali, ma che ormai è all’ordine del giorno.
LA VIOLENZA DEI RIBELLI E LA VIOLENZA DEI SERVI.
Cosa distingue uno spirito libero e una coscienza pulita da una coscienza ipocrita e bisognosa di capri espiatori, come quella della maggior parte degli italiani di vecchia generazione (e specifico sempre su questo punto, perchè i giovani oggi sono più che mai innocenti e lontani anni luce dalle generazioni-spazzatura che li hanno preceduti), imbevuti di catechismo e autoritarismo catto-fascista? Lo sbandieratore del pacifismo senza se e senza ma, il piccolo borghese timoroso di dio e del potere di turno è portatore della stessa violenza, dello stesso odio del ragazzo incapucciato che rompe le vetrine, ma il suo odio e la sua violenza non si rivolgeranno mai contro l’aguzzino, contro il torturatore istituzionalizzato, molto più comodo sfogare la propria rabbia contro i ragazzi incapucciati, fotografarli, denunciarli, inseguire il ragazzo che nella madonna fatta a pezzi ha distrutto il simbolo di un potere secolare fatto di massacri e persecuzioni, come hanno fatto i seguaci del suddetto leader carismatico Nichi Vendola, molto più comoda la violenza contro un ragazzo, quello sì innocente, che senza le spalle coperte dal potere e dalle forze dell’ordine espone la sua vita a rischio contro una dittatura feroce e infame, un ragazzo che potrebbe essere tuo figlio, che questo regime non se lo è scelto, o il ragazzo le cui possibilità di studiare e di avere un futuro sono state cancellate e che incontri ogni giorno per strada. Oppure un ragazzino di 15 anni che stava per essere investito da un blindato della guardia di finanza, non si sa quanto intenzionalmente. Tutti li abbiamo visti questi vecchiardi, questi ipocriti esaltati dalle telecamere insultare e mettere le mani addosso ai ragazzi, oppure, la cosa più insopportabile e rivoltante, addirittura applaudire la polizia.
LA DEMONIZZAZIONE DEI “FACINOROSI” LAVA LA COSCIENZA DEI VIGLIACCHI E AIUTA LA CARRIERA DEI POLITICI PREGIUDICATI
Ecco, questo è ciò che mi ferisce e mi ripugna: non i black bloc, ovviamente, ma la violenza del gregge, del vile, dell’impotente che si scaglia contro ciò che può,contro ciò che non comporta conseguenze per la sua posizione sociale; e la violenza del gregge, del servo è molto più feroce, più subdola, più lacerante di quella di qualsiasi gerarca. Il digrignare i denti da cani rabbiosi dei giornalisti contro i black bloc, contro i nostri ragazzi, quando non oserebbero fiatare e non lo fanno contro qualsiasi crimine perpetrato dalla polizia o da chi li comanda seduto in Parlamento. Il black bloc, il perfetto capro espiatorio che non può vendicarsi, che non può farti perdere il posto, che non può rovinarti la carriera.
“Assassini”, “briganti”, “delinquenti”: così erano chiamati i partigiani, gli eroi del Risorgimento, tutti coloro che si sono sacrificati per la libertà, traditi da generazioni ignobili, piccole e corrotte, che non dovrebbero avere il coraggio di guardare i figli negli occhi, che dovrebbero incapucciarsi per la vergogna.
Ma “assassini, “briganti”, “delinquenti” vengono chiamati anche i giovani eroi iraniani o egiziani dal governo dei loro Paesi, che non manifestano con i palloncini colorati e con i tamburelli di Nichi Vendola e si trovano ad affrontare un regime non molto dissimile al nostro. Ma quelli sono lontani, appunto, non offendono chi ci tiene al guinzaglio, non mettono in discussione la nostra coscienza sporca e vigliacca. Ma questa è un altra storia, appunto.
Così mentre i pregiudicati se ne stanno seduti in Parlamento, ben protetti e inarrivabili, mentre il loro capo, Berlusconi, da un intercettazione del 2009 incita a “fare fuori il Palazzo di Giustizia, occupare La Repubblica e fare la rivoluzione” (a suo vantaggio), mentre il Paese intero sprofonda nelle maglie di una dittatura sempre più feroce, alla stregua dei paesi del terzo mondo, il piccolo italiano medio fa gli incubi con i black bloc, e sarà proprio su di lui, sull’italiano medio, sul vecchio infame che ha permesso l’instaurazione di un secondo ventennio fascista, che conteranno ora i mafiosi seduti in Parlamento.
PICCHIATORI FASCISTI SEDUTI IN PARLAMENTO:
IGNAZIO LA RUSSA: Il 12 aprile 1973, quando era uno dei leader del Fronte della Gioventù di Milano, nella manifestazione organizzata dal Movimento Sociale Italiano contro quella che veniva definita “violenza rossa” furono lanciate due bombe a mano Srcm, una delle quali uccise il poliziotto di 22 anni Antonio Marino. La Russa fu indicato come uno dei responsabili morali dei lanci di bombe. (Fonte Wikipedia)
ALEMANNO SINDACO DI ROMA: Alemanno entra da giovanissimo in politica, nelle organizzazioni giovanili del MSI-DN diventando segretario provinciale romano del Fronte della Gioventù, il movimento giovanile missino.
È stato arrestato diverse volte: nel novembre 1981 per aver partecipato insieme ad altri quattro componenti del Fronte della Gioventù all’aggressione di uno studente di 23 anni. (Ansa, 20/11/1981)
Nel 1982 viene fermato per aver lanciato una molotov contro l’ambasciata dell’Unione Sovietica a Roma, scontando poi 8 mesi di carcere a Rebibbia. (Ansa, 15/05/1988)
Nel 1988 diventa Segretario Nazionale del Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI, succedendo a Gianfranco Fini che la gestiva dal 1977. Resterà in carica fino al 1991, caratterizzando il suo segretariato per una più spiccata linea movimentista e per la ripresa di tematiche antiamericane ed antioccidentali.
Il 29 maggio 1989 viene arrestato a Nettuno per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, tentato blocco di corteo ufficiale, lesione ai danni di due poliziotti, in occasione della visita del Presidente degli Stati Uniti d’America, George H. W. Bush, al cimitero di guerra americano. Verrà poi prosciolto (Ansa 29 e 30/05/1989)
MAURIZIO GASPARRI: Maurizio Gasparri, negli anni ’70, era quello che si definirebbe “un imboscato” della piazza. Niente azioni violente. Niente manganello. Niente estremismo. A suo dire, neanche troppo fascismo in quella base giovanile dell’Msi che, negli anni di piombo, si faceva un vanto del suo mussolinismo. Gasparri, più moderato, più gelatinato, giovane dirigente, attento alla gerarchia e alla carriera, non sarebbe mai sceso in piazza: “Io, a gridare slogan, non lo ricordo affatto”, scrive oggi, con una punta di critica, Francesco Storace, che invece, all’epoca, le mani le menava e non poco – fu anche espulso dal suo liceo. Fonte:
http://www.giornalettismo.com/archives/105382/gasparri-anni-70-estremismo-arresti-preventivi/
MARONI E BOSSI NEGLI ANNI ‘90 ISTIGAVANO ALLA RIVOLTA ARMATA DELLA LEGA:
http://www.libreidee.org/2010/12/la-russa-e-maroni-quando-la-polizia-si-occupava-di-loro/
La situazione abominevole, orribile in cui ora ci troviamo è dovuta all’aver tradito e voltato le spalle soprattutto alle grandi ideologie rivoluzionarie, al comunismo, al ‘68, è dovuta al revisionismo che ha defraudato le grandi correnti filosofiche marxiste della loro linfa vitale, al rifiuto, dopo il crollo del muro di Berlino, di ogni alternativa al capitalismo, che ha lasciato campo libero al risorgere del fascismo e del liberismo selvaggio.
Non se ne andranno senza lasciare profonde ferite, senza fare vittime, senza vendette, come dice anche Saviano in una sua intervista. Ci troviamo ad un crocevia, ci troviamo nella morsa di un regime feroce e disposto a tutto per sopravvivere. I criminali fascisti al potere, di maggioranza e di opposizione, il vecchio nella sua disperata lotta di sopravvivenza sta mostrando il suo volto subumano e mostruoso; il criminale Di Pietro, nella sua smania di conquistare voti, nell’impotenza di poterlo fare con i mezzi democratici è disposto ad uccidere, torturare, sparare sui vostri figli attraverso l’applicazione della legge Reale che consentirà alla polizia di uccidere i dimostranti. Ognuno di noi è responsabile, nessuno dormirà sonni tranquilli finchè questi criminali occuperanno le nostre istituzioni.
Alessia Birri, 17 ottobre 2011
E-mail: aleph1968@hotmail.it
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SEVIZIE DI STATO. Dallo splendido blog CONOSCENZA E’ LIBERTA’ di Andrea Di Lenardo:
http://conoscenzaliberta.myblog.it/archive/2011/09/01/sevizie-di-stato-italia.html
Giovane torturato dalla polizia in Val Di Susa:
http://www.dirittodicritica.com/2011/07/04/giovane-torturato-polizia-22812/
Val Di Susa. Gas cancerogeno contri i manifestanti:
http://www.9online.it/blog_emergenzarifiuti/2011/07/18/val-di-susa-gas-cancerogeno-proibito-contro-i-manifestanti-no-tav/
Giuseppe Uva, ucciso nella caserma dei carabinieri dopo l’arresto:
http://insorgenze.wordpress.com/2010/03/23/la-vendetta-dei-carabinieri-contro-giuseppe-uva-%C2%ABil-racconto-choc-dellamico%C2%BB/
Alemanno da carcerato per attentato a picchiatore fascista:
http://www.liblab.it/ita/Politica/Elezioni/Ecco-chi-%C3%A8-Alemanno.-Da-carcerato-per-attentato,-a-picchiatore-del-Fronte-della-Giovent%C3%B9-fino-a-vicepresidente-di-Alleanza-Nazionale
Quando Gasparri gridava slogan fascisti nelle piazze:
http://www.giornalettismo.com/archives/105382/gasparri-anni-70-estremismo-arresti-preventivi/
COSSIGA E IL METODO DEGLI INFILTRATI:
http://www.solforoso.com/politica-e-societa/la-ricetta-di-cossiga-infiltrare-agenti-provocatori-e-picchiare-le-maestre-ragazzine/
Set 18
Figlicidio e degenerazione religiosa monoteistica

QUESTO MANIFESTO VUOLE ESSERE UN RESOCONTO DELLE DEGENERAZIONI E DELLE PERICOLOSE TRAME SOCIALI INSITE NELL’IDEOLOGIA RELIGIOSA, AL DI LA’ DEI LIMITI DELL’ABITUDINE E DELL’ASSUEFAZIONE CHE INDUCONO A NON VEDERE E A NON RIFLETTERE, A PARTIRE DALLO STESSO ATTO FONDANTE DEL MONOTEISMO GIUDAICO-CRISTIANO E DAL PIU’ ABERRANTE DELITTO CONTRO NATURA: IL FIGLICIDIO.
La religione è il singhiozzo di una creatura oppressa, il sentimento di un mondo senza cuore, lo spirito di una condizione priva di spirito. È l’oppio dei popoli.
Karl Marx
Consapevoli di trovarci alle soglie di una nuova era, dell’eccezionale energia rivoluzionaria delle nuove generazioni, dobbiamo oggi comunque, nostro malgrado, occuparci prioritariamente dell’argomento religioso perchè, nel XXI secolo, il nostro Paese si trova ad affrontare l’insidia del regresso oscurantista, caso unico nel panorama occidentale; l’Italia viene usata come base di un progetto mondiale perseguito dal Vaticano, al fine di una nuova teocratizzazione dell’Occidente; ovvero trampolino di lancio dei valori, delle imposizioni e delle credenze di un piccolo popolo di pastori nomadi di migliaia di anni fa (gli ebrei) e della superstizione cristiana nata per alleviare le pene degli schiavi di 2000 anni orsono; come non ricordare le parole pronunciate tempo fa dal portavoce vaticano Navarro Valls, che in una sua inquietante affermazione ha considerato l’Italia una ricchezza (per la chiesa) che altrove manca del tutto?! Niente di nuovo sotto il sole (in Italia l’Illuminismo non ha fatto capolino e il sacrificio dei nostri avi con la presa di Porta Pia è stato calpestato con la firma del Concordato nel 1929), se ciò non fosse reso ancora più aggressivo, invasivo e arrogante proporzionalmente alla sua decadenza e alla sua debolezza. Mi rivolgo principalmente alle nuove generazioni, con tutte le forze e i mezzi che mi sono consentiti, per metterle in guardia da questo pericolo, in quanto proprio loro sono il principale obiettivo della propaganda e dei tentacoli psicologici della superstizione religiosa che sta cercando di mettere nuove radici nel tessuto sociale, nonostante questa sia una penosa, ingenua e disperata illusione nutrita dal decadimento culturale dell’era berlusconiana.
LA MALATTIA PSICHICA ALLA RADICE DEL CRISTIANESIMO E CAUSA PRINCIPALE DELLE DEGENERAZIONI E DEI DISAGI SOCIALI: COME SI CREANO POPOLI MALATI E SOTTOMESSI.
Il cristianesimo non è nato, come ingenuamente si è indotti a pensare, da un bisogno trascendente o da chissà quale profondità spirituale, il cristianesimo è proprio l’opposto di tutto ciò, si sviluppa nei deserti dell’anima, nasce da impulsi patologici profondi e autodistruttivi, consistenti nell’incapacità di vivere, di relazionarsi con sè stessi, di accettare la realtà o dalla necessità di nascondere tare degeneri e pericolose. Tutta la serie di disvalori e di precetti interiorizzati attraverso i secoli, legittimati dalla parola “tradizione”, di cui il cristianesimo è stato diffusore, hanno creato una società contro natura paragonabile ad un regno di follia e di morte; la radicalizzazione diffusa di questi disvalori è comune anche presso coloro che si dichiarano laici o non credenti, in conseguenza dei ristagni interiori che la mentalità dominante ha creato nei popoli. La pulsione di morte, inculcata mediante i messaggi visivi (crocifisso) e mediatici del cristianesimo, è senz’altro il più pericoloso principio psichico mediante il quale l’ideologia cristiana distrugge e annienta l’individuo nella sua integrità, ha due effetti principalmente: in primis crea nel soggetto bisogni masochistici al fine di sedare i sensi di colpa di cui è stato oberato durante una vita di indottrinamento, secondariamente la violenza che il soggetto provoca a sè stesso, nel tentativo di annientare la propria interiorità e i propri desideri affettivi, che potrebbero essere pericolosi per il suo asservimento sociale, viene inevitabilmente proiettata all’esterno mediante azioni violente e distruttive nei confronti di altri individui; ciò esteso a livello di massa, com’è avvenuto, crea effetti devastanti che vengono poi perpetuati nel tempo, presso popolazioni intere, nei secoli, nei millenni…effetti di cui siamo testimoni, mediante l’innesco di un circolo vizioso generazionale, di una reazione a catena di cui ci si può liberare solo dolorosamente e tragicamente nel lungo corso della storia.
IL FIGLICIDIO COME MESSAGGIO, ORDINE INTERIORIZZATO E PRINCIPALE MEZZO DI SCHIAVIZZAZIONE E REGRESSIONE ANTROPOLOGICA.
Il monoteismo ebraico prima e il cristianesimo poi, in forma più subdola, pongono le loro radici sull’uccisione e il sacrificio del figlio in nome dell’autorità costituita, idealmente raffigurata come la volontà di un essere soprannaturale, ma effettivamente rappresentata da regimi terreni e monarchie assolute, che possono assicurare in questo modo la continuità del sistema sociale oppressivo. Il figlio è il seme del cambiamento, dell’evoluzione sociale, è legato al divenire perciò dev’essere sacrificato e messo in croce nel nome della tradizione e della convenzione. Il sacrificio e la castrazione delle qualità individuali, della personalità, del libero progresso evolutivo della propria prole è la più grave perversione e il crimine più orrendo contro ogni legge naturale volta alla ricerca della felicità e del miglioramento delle condizioni di vita di ogni essere vivente, è la radice stessa del monoteismo e il fondamento di ogni società gerarchica, piramidale ed oppressiva, un processo di schiavizzazione di massa delegato alla cattolica famiglia patriarcale, concepita come luogo di annullamento e asservimento per opera dei genitori prima e per esteso poi all’intera società gerarchica e autoritaristica. La natura vuole che il vecchio soccomba al nuovo, implica il processo evolutivo degli individui ed ha come fondamento il divenire; la religione monoteistica ha invertito la regola naturale, ha posto il vecchio a guardia della stagnazione e della tradizione, relegando l’intera società umana ad una putrefazione tombale e ad un regresso (conversione) perpetuato nei secoli dal circolo vizioso degli oppressi che creano altri oppressi, degli schiavi che creano altri schiavi, un incantesimo terribile, un incubo storico dal quale solo ora ci stiamo svegliando, in un lungo, lento e sofferto processo di consapevolezza e di riconquista.
DAL SACRIFICIO DI ISACCO ALLA CROCIFISSIONE DI CRISTO: IMMOLARE IL PROPRIO FIGLIO IN NOME DEL POTERE DOMINANTE E DELLE CONVENZIONI SOCIALI.
Dall’antico al nuovo testamento lo stesso crimine è indotto mediante l’aggiunta del messaggio carismatico e oppiaceo dell’amore: “Non crediate che sia venuto ad abolire la legge o i profeti: non sono venuto per abolire, ma per completare”; queste parole pronunciate da Cristo nel Vangelo indicano la continuità di significati e finalità antropologiche fra vecchio e nuovo. Abramo obbedisce all’ordine di Dio (personificazione dell’autorità gerarchica) di uccidere il figlio dimostrando in questo modo di aver annientato la propria interiorità, la propria affettività ed il sentimento umano più inviolabile della legge naturale e di essere quindi ormai un oggetto privo di coscienza completamente asservito alla tradizione e al dogma, un automa.
Nel nuovo testamento, in luogo del padre che sacrifica il figlio, il figlio stesso si sacrifica “per amore” del padre, accettando di essere crocifisso e annullato e dimostrando la rinuncia alla propria volontà. Il figlio, l’individuo nuovo che potrebbe costituire una minaccia alla stagnazione del sistema sociale, annulla sè stesso rassicurando il potere vigente e divenendo così una vittima sacrificale in pasto all’intera società, sulla quale si consumano orge cannibalesche (eucarestia) e brame necrofile frutti della più devastante perversione nella quale abbia potuto degenerare l’umanità. Introducendo la volontà stessa del figlio al sacrificio si comunica un messaggio carismatico secondo il quale egli lo avrebbe fatto per “amore” nei confronti dell’umanità (l’insieme di individui che compongono la società tradizionale e immutabile) e del padre che partecipa al volere della società e teme ogni forma di autodeterminazione della propria prole. Con la parola “amore” viene sublimato e nascosto dietro il paravento della suggestione il più barbaro e orrendo crimine consumato nei millenni, frutto della famiglia patriarcale di stampo monoteistico. In questo caso il Cristo rappresenta il figlio perfetto, sottomesso e ubbidiente, mediante il quale la tradizione sarà salva e dal quale l’intera comunità si sente rassicurata (salvata), avendo egli annullato sè stesso per divenire parte integrante di un gigantesco ingranaggio sociale, ridotto a mercanzia, spogliato della ricchezza delle sue potenzialità destabilizzanti.
MESSAGGI DI ODIO, OMICIDIO, MASOCHISMO, INDUZIONE AL CRIMINE E LORO ESPRESSIONI EVANGELICHE.
1)”Porgi l’altra guancia”: mai frase fu tanto sublimata di questa nel corso della storia, solitamente interpretata nell’accezione benevola e velata rispetto al suo vero significato e al deposito masochista e schiavizzante creato a livello inconscio nel corso dei secoli. In realtà questo passo nasconde il più profondo odio, il disprezzo assoluto verso l’oppresso, mediante la psicologia della colpevolizzazione che non lascia margini di difesa davanti agli abusi del potere; la colpa dell’oppresso è intrinseca dunque alla sua stessa condizione, la quale deve rimanere immutabile senza essere messa in pericolo da rivendicazioni di alcun genere. Emblematico di quest’ideologia è proprio il famoso documento “Crimen sollicitationis” vigente fino al 2002 presso la chiesa cattolica, il quale rendeva la vittima di abusi compiuti dai preti pedofili colpevole di “adescamento”e “induzione al crimine”, così come recita la stessa frase in latino. Non c’è da meravigliarsi dunque che le prime vittime dell’odio religioso siano proprio i bambini, i quali identificano l‘“agnello sacrificale”. Il cristianesimo è per definizione stessa “la religione degli schiavi”, di chi dovrebbe (secondo i precetti religiosi) accettare senza scampo la sua condizione, un deterrente ad ogni opposizione al potere costituito, perciò è per sua stessa natura avverso ad ogni diritto umano e naturale, avverso all’uguaglianza e colpevolizzante nei confronti degli oppressi, promuove la legge del più forte, la gerarchia, l’abuso obbligando la vittima a sopportare ogni tipo di violenza nell’aspettativa di un premio ultraterreno dopo la morte. Colui che deve in effetti porgere l’altra guancia non è il potente, è ovvio, ma il debole, lo sfruttato, il tiranneggiato. La perversione ideologica della sofferenza eretta a valore (concetto abominevole ad ogni legge naturale), ha avuto il potere di interiorizzare l’inclinazione masochistica presso popoli interi, mediante la reazione a catena generazionale. Questo passo è stato volutamente spacciato nei secoli come un espressione benevola di chissà quale nobiltà d’animo, velato dietro il messaggio carismatico dell’amore, ove per amore s’intende quello che l’oppresso deve dimostrare nei confronti del suo aguzzino e non viceversa, ed è il più emblematico degli ordini interiorizzati da interi popoli nell’era buia del cristianesimo, volto alla loro rassegnazione alla condizione di schiavitù.
2) “Ora, se il tuo occhio destro ti è causa di peccato, cavalo e gettalo via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che il tuo corpo sia gettato nella Geenna. E se la tua mano destra ti è causa di peccato, mozzala e gettala via da te, perché è meglio per te che un tuo membro perisca, piuttosto che il tuo corpo sia gettato nella Geenna”: la Geenna è una valle esistente vicino a Gerusalemme in cui si uccidevano i bambini. Geremeia (7,2) la chiamò “La valle del massacro”; l’interpretazione di questo passo estesa a tutto il contesto sociale implica la soppressione e l’uccisione di ogni membro della comunità non conforme alle norme di quest’ultima, del diverso, dello spirito libero e, il primo “diverso” in ambito famigliare e sociale, il quale avrebbe l’energia e la potenzialità di destabilizzare l’ordine costituito è, appunto, il figlio.
3)”Se non vi farete piccoli come questi pargoli, non entrerete nel Regno dei cieli”: ora, generalmente questo messaggio è recepito dalla gente comune attraverso la sua interpretazione eufemistica della valorizzazione dell’innocenza e purezza infantile; il significato autentico però si riduce a questo: non evolverai le tue potenzialità individuali, non percorrerai il tuo cammino, non diventerai un individuo adulto e consapevole, ma rimarrai per tutto il corso della tua vita incosciente, ingenuo e bisognoso di guida, sarai simile ai bambini più piccoli e quindi un soggetto perfetto per il gregge sociale. Dunque questo suggestivo passo non ha nulla a che vedere con la valorizzazione del bambino, bensì con la svalutazione e la castrazione dell’adulto.
4)”Onora il padre e la madre”: onorare il padre e la madre significa sottomettersi alle tradizioni e convenzioni sociali, rinunciando al loro superamento e all’emancipazione della coscienza individuale.
5)”Chi ama il padre e la madre più di me non è degno di me, chi ama il figlio e la figlia più di me non è degno di me”: questo non contraddice pertanto ciò che è affermato nel precedente verso, poichè ogni forma affettiva all’interno del nucleo famigliare dev’essere annullata, in favore dell’inviolabilità del dogma che deve avere la precedenza come un ordine assoluto. Colui che segue ed è praticante di quest’aberrante dottrina è capace di ogni azione criminosa nei confronti di coloro che non si attengono alle regole dogmatiche, finanche l’assassinio, poichè è convinto di ubbidire a una volontà superiore. In psichiatria si chiama “delirio di onnipotenza”. Quindi mediante questi precetti si instaura un meccanismo di controllo e sospetto che pone le sue radici principalmente nella famiglia, per poi essere esteso a livello sociale. Quello che succedeva da noi prima della Rivoluzione Francese, per esempio, succede oggi nei paesi islamici dove gli stessi genitori denunciano i figli irrispettosi delle regole religiose pur sapendo che verranno uccisi, o gli stessi parenti e affini.
6)”Io non sono venuto a portare la pace ma la spada, sono venuto a mettere il padre contro il figlio, il fratello contro la sorella, ecc…”: questo passo espone perfettamente quel meccanismo di controllo sociale attivato attraverso il sospetto, la paura, la violenza e mediante il quale la società gerarchica può sopravvivere. La spada divide e mette l’uno contro l’altro uccidendo gli affetti a vantaggio del controllo delle gerarchie sociali e religiose.
7)“Servi siate sottomessi con ogni rispetto ai vostri padroni, non solo a quelli che sono buoni o ragionevoli, ma anche a quelli di carattere intrattabile, poiché piace a dio che si sopportino afflizioni per riguardo verso di lui, quando si soffre ingiustamente. Infatti che gloria vi è nel sopportare di essere battuti, quando si ha mancato? Ma se voi, pur avendo agito rettamente, sopportate sofferenze, questo è gradito davanti a dio. Anzi è appunto a questo che voi siete stati chiamati, perchè Cristo pure ha sofferto per voi, lasciandovi un esempio affinché ne seguiate le orme.” (I Pietro 2, 18-21) Penso che questo passo non abbia bisogno di interpretazioni su come il cristianesimo e il monoteismo siano i principali fondamenti ideologici della schiavitù e possano sopravvivere solo in seno a società totalitarie e assolutistiche.
8)”Beati i poveri di spirito”: questo è certamente uno dei più rappresentativi passi che denotano la principale natura e la regressione antropologica del culto cristiano: il povero di spirito è colui le cui radici sono state recise mediante un processo di desertificazione interiore e individuale protratto per tutto il corso di una vita. La gente comune e l’uomo della strada sono abituati a considerare la religione cristiana (più generalmente le tre religioni monoteistiche) come l’espressione di un bisogno spirituale. Non c’è niente di più opposto allo spirito di un culto basato sul dogma, sulla rinuncia alla propria volontà, sull’annullamento individuale e sull’obbedienza cieca, la quale corrisponde alle tenebre della coscienza. Lo spirito è legato all’intelligenza, all’evoluzione e, soprattutto, è arricchito dalla conoscenza (tre elementi in contrasto con il culto cristiano); perciò le tre religioni monoteistiche odierne (ebraica, mussulmana, cristiana) hanno come fondamento la desertificazione spirituale, la stagnazione sociale (tradizione) e la regressione dell’intera specie ad uno stadio brutale e disumano.
9)”CONVERSIONE”= appunto, regressione alla bestialità, allo stato antecedente la nascita della coscienza umana (rappresentata dal frutto proibito).
IL POTERE INIBITORIO DELLE VIRTU’ TEOLOGALI.
FEDE: la Fede è legata all’automatismo dell’obbedienza cieca, perciò implica tutto ciò che si oppone alla ragione, alla logica, al libero pensiero e allo spirito, è una morte in vita, l’ultimo stadio del sonno della ragione e delle tenebre della coscienza, genera deliri di onnipotenza dovuti alla cieca convinzione di agire secondo la volontà di un essere ultraterreno e assoluto. In psichiatria viene chiamata “alienazione”.
SPERANZA: la Speranza delega alla volontà altrui il raggiungimento della condizione desiderata, inibisce l’azione, la ribellione, riduce la vita ad una vana attesa di giustizia che non può essere raggiunta senza l’insurrezione.
CARITA’: “la Carità è quello che rimane quando non c’è nè bontà nè giustizia”(Josè Saramango). La carità è il misero surrogato della dignità, del diritto, del rispetto e della reciprocità, è usata dalla religione per tenere i popoli in stato di bisogno e di soggezione.
CANNIBALISMO, SADISMO, NECROFILIA: SIGNIFICATI RITUALI E ICONOGRAFICI DI UN CULTO BARBARO E FEROCE.
Fatte queste premesse, quali sono dunque le conseguenze perverse e degenerative di un culto basato sull’uccisione del proprio figlio nella specie umana? E qual’è la chiave di lettura dei suoi rituali?
EUCARISTIA: il significato del rituale eucaristico mi pare evidente non sia altro che l’idealizzazione e la riduzione simbolica del concreto rituale cannibalesco presente in svariate culture ormai quasi scomparse (vedi le popolazioni della Nuova Guinea, alcune tribù haitiane, africane, ecc…), l’idea di appropriarsi delle qualità valorose del nemico ucciso o di un membro della propria comunità cibandosi del suo corpo, pone le sue radici in tempi remotissimi. Nel caso del cristianesimo si mangia la carne e si beve il sangue del bambino ucciso sulla croce per redimere le cattive coscienze e assicurare l’immutabilità sociale, in quanto proprio nel bambino iniziano a svilupparsi i pericolosi semi dell’intelligenza, del pensiero e dell’autodeterminazione individuale, che portano alla successiva emancipazione. Nel caso delle popolazioni sopracitate la vittima era un proprio pari, un guerriero nemico e un avversario valoroso; per quel che riguarda il cristianesimo, invece, assistiamo al più turpe e vile delitto che vede protagonista il membro più indifeso della famiglia: L’AGNELLO DI DIO, ovvero IL BAMBINO, il figlio.
BATTESIMO: con il rituale illegittimo e anticostituzionale del battesimo, si compie la prima più grande violenza nei confronti della prole, negando, seppur simbolicamente, all’individuo ancora incapace d’intendere la possibilità di scegliere in futuro il suo destino, suggellando su di lui con un atto di assoluta arroganza da parte di coloro che lo hanno messo al mondo, un destino di colpe, di indottrinamento, di oppressione, l’arroganza di chi è cresciuto a sua volta in quell’abominio e non concepisce il figlio come un essere autonomo e portatore di diritti costituzionali e individuali, ma come una proprietà sua, delle sue convinzioni e della setta di cui fa parte.
NECROFILIA E SADISMO sono le ovvie conseguenze del vivere contro natura che ha caratterizzato l’era cristiana, del capovolgimento delle leggi universali che regolano la vita, del rifiuto della vita stessa e della morte conseguente di ogni sentimento umano e libera coscienza. Il sadismo cristiano trova espressione nelle opere d’arte dal medioevo in poi, la morbosità nella ricerca della sofferenza elevata a valore, i paesaggi morti, l’inconcepibile promiscuità che si riscontra nelle opere rinascimentali tra sottocultura cristiana della morte e riscoperta dei valori della conoscenza, della natura e dello studio del mondo classico. La necrofilia come perversa e malata inclinazione nel provare piacere alla vista di un cadavere straziato pendente da una croce, che inconsciamente viene identificato con il proprio stesso figlio. La malattia mentale che ha pervaso interi popoli, milioni di individui.
COSCIENZA LAICA E INCOSCIENZA RELIGIOSA. I MOSTRI SOCIALI DELLA RELIGIONE. IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA E IL CRIMINE COME OVVIO RISULTATO DELL’IDEOLOGIA ASSOLUTISTICA.
Noi tutti sappiamo di come il monoteismo si sia servito, per la stesura dei propri testi sacri spuri, dei miti e dei simboli della cultura e della saggezza cosiddetta “pagana” (termine peraltro spregiativo), per potersi confondere ed essere accettato da altri popoli. Ma non entreremo nei dettagli di un discorso che implicherebbe un articolo a parte, bensì faremo una breve analisi della divergenza fra coscienza laica e incoscienza religiosa. La gente comune, nell’ingenuità delle sue conclusioni, è abituata a concepire i valori religiosi come qualcosa di inerente alla pace sociale, al buon senso comune, alla rispettosità e al buon inserimento dell’individuo nel tessuto civile, appunto perchè anche le cose più aberranti, sotto la patina dell’abitudine, finiscono per non essere più viste e prese in considerazione dal senso critico. Tutto ciò che è inerente alla religione è diametralmente opposto alla convivenza sociale e al rispetto del prossimo: la convinzione di essere portatori di verità assolute, i dogmi, l’assolutismo…sono le caratteristiche da cui nasce il patologico delirio di onnipotenza e la violenza cieca di chi segue ideologie totalitarie. La malattia mentale è inevitabile. L’individuo religioso non possiede coscienza o volontà, è un automa, un vuoto a perdere, un disumanizzato e delega la responsabilità delle proprie azioni a precetti e ordini prestabiliti e preconfezionati, derivati da convinzioni indiscutibili e dogmatiche; i suoi deliri e i suoi crimini possono raggiungere punte di efferatezza terrificanti, in quanto convinto di agire per volontà superiore e non soggetto quindi al giudizio della propria coscienza. Vediamo infatti come sono stati incaricati proprio gli istituti religiosi cristiani del genocidio dei bambini nativi canadesi e di molti altri popoli indigeni nel mondo, proprio perchè l’imperialismo si è sempre servito dei mostri sociali convogliati dalla religione per i lavori più “sporchi” e inconfessabili.
La coscienza è per sua stessa essenza laica, poichè consiste nella naturale responsabilizzazione individuale ottenuta mediante il libero pensiero, la libera esperienza, la conoscenza del mondo e non delega ad altri la propria volontà, ma risponde delle proprie azioni.
NAZISMO, FASCISMO, MAFIA: LE MANIFESTAZIONI SECOLARI DEL CRISTIANESIMO.
Ogni regime totalitario autoritaristico è un’estensione sistematica della religione monoteistica. La mafia condivide con la chiesa tutti i suoi principi essenziali, la mentalità, le finalità sociali, a partire dai fondamenti stessi del potere religioso: omertà (vedesi l’ordine impartito dal Vaticano di occultamento dei crimini di violenza sessuale sui minori, mediante il famoso “Crimen sollicitationis” che fa ricadere ogni colpa sulla vittima); legge del più forte, mediante la sottomissione nei confronti di figli e donne; potere assoluto e indiscutibilità del capo clan, in tutto uguale a quello del Papa sui sudditi; avversione ad ogni regola di rispetto, convivenza civile, diritto; famiglia patriarcale; infine la paura, che è il principale mezzo con cui religione e mafia possono mantenere il proprio potere. Insomma: tutto. Infatti i mafiosi sono sempre ferventi cattolici, non per ipocrisia, ma per coerenza. Lo stesso dicasi per nazismo, fascismo, Ku Kux Klan. Il signor Ratzinger, che non ha mai fatto mistero della sua fede nazista a partire dalla riabilitazione dei negazionisti lefebriani e dalla sua collaborazione con la rivista neo-nazista Die Aula appena 10 anni prima di essere eletto Papa, con la ormai consueta prassi mistificatoria consistente nell’accusare gli altri delle proprie vergogne, si crede certo molto astuto nel diffondere la notizia che, secondo la sua personalissima analisi storica, il nazismo sarebbe nato dall’ateismo, manifestando la palese intenzione di istigare una guerra santa contro i non credenti, perlomeno nella piccola e fedele Italietta. Peraltro già il suo fidatissimo servo Ministro degli Esteri italiano Frattini, dalle colonne dell’Osservatore Romano, in una sua famosa dichiarazione, invita ad una nuova “Santa Alleanza” fra le religioni monoteiste per combattere il pericoloso nemico ateo (affermazioni che se fossero esternate in un Paese civile e non in Italia sarebbero suscettibili d’incriminazione).
HITLER ERA UN FERVENTE CATTOLICO: ne è testimonianza la sua ossessiva ricerca dei feticci cristiani come il Sacro Graal (da cui era ossessionato), la lancia di Longino, ecc…è stato educato in una fervente famiglia cattolica dalla quale ha ereditato crudeltà, odio e alienazione mentale (infatti era cresciuto in Austria), il suo odio antisemitico derivava dalla consapevolezza del grande contributo che il popolo ebraico diede al progresso umanistico dell’Europa. L’estrema mostruosità del nazismo pone le sue radici proprio nell’essere caratterizzato dallo psichiatrico delirio di onnipotenza generato dalla religione. Basti pensare che le SS portavano impresso come effige sulle proprie cinture il motto “Gott mit uns” (Dio ci protegga) e quel dio era il dio cristiano. Infatti i nazisti avevano anch’essi un Concordato con il Vaticano.
QUALI SONO LE CONSEGUENZE DELLA MENTALITA’ RELIGIOSA IN AMBITO SOCIALE?
Sacrificando il seme del futuro e del progresso incarnato nel figlio, la specie umana uccide sè stessa. La sopravvivenza delle religioni porterà ad un inevitabile imbarbarimento, in cui l’intera razza umana degenererà nel corpo e nell’anima e sprofonderà nel vortice dell’autodistruzione. Secoli, millenni di diffusione monoteistica non legittimano certamente la presenza di questa pericolosa degenerazione storica, nè certamente fanno di essa qualcosa dal presunto significato profondo ed ancestrale, tantomeno (e questa dev’essere la puntualizzazione più importante) essa rappresenta il tanto decantato “bisogno spirituale” dell’uomo, che può essere unito ai culti animistici, politeistici, ma non mai alle ideologie assolutistiche che sradicano l’uomo da sè stesso e dal suo legame con il cosmo. La superstizione, la mummificazione sociale, le convinzioni assolute oggi soprattutto sono in netto contrasto con ogni convivenza civile.
La religione genera oggi:
1) Odio verso ogni diversità culturale, sessuale, individuale.
2) Odio verso i deboli e gli oppressi mediante l’ideologia dell’autoritarismo.
3) Odio verso donne e bambini in quanto i soggetti deboli devono sottostare e sopportare le angherie dei forti, in famiglia e nella società.
4) Omofobia in quanto la religione teme il sesso derivante da autodeterminazione adulta e promuove l’automatismo a scopo esclusivamente riproduttivo.
5) Violenza sessuale sui minori in quanto la chiesa l’ha sempre usata come migliore mezzo di distruzione e umiliazione dell’individuo al fine di crearne un succubo sociale.
AFORISMI:
Quanto più l’uomo è religioso, tanto più crede; quanto più crede, tanto meno sa; quanto meno sa, tanto è più ignorante; quanto è più ignorante, tanto è più governabile - John Most
La conoscenza è fatta di una materia più dura di quella della fede sicché, quando si urtano, è la fede a spaccarsi - A.Schopenhauer
La nostra concezione di dio deriva dall’antico dispotismo orientale, ed è una concezione indegna di uomini liberi - Bertrand Russell
La nostra ingnoranza e’ Dio, quello che conosciamo e’ scienza - Robert Green Ingersoll
Per secoli in conflitto mortale e’ stato portato fra uomini e donne coraggiosi di pensiero e di genio, da un lato e dall’altro lato dalle grandi masse ignoranti e religiose. Questa è la guerra fra Scienza e Fede. I pochi hanno fatto appello alla ragione, all’onore, alla legge, alla liberta’ alla conoscenza ed alla felicita’ qui in questo mondo. I molti hanno fatto appello al pregiudizio, alla paura, ai miracoli, alla schiavitu’, allo sconosciuto, ed alle conseguenti miserie. In pochi hanno detto “Pensa” , in molti hanno detto “Credi” - Robert Green Ingersoll (Gli Dei 1872)
Se parli con Dio stai pregando. Se Dio parla con te, sei uno schizofrenico. Thomas Szasz
Non vi è eresia né filosofia tanto aborrita dalla Chiesa quanto l´essere umano - James Joyce
Un laicismo non timoroso, che sappia esercitare con coraggio la critica delle superstizioni e promuovere la libertà degli individui, senza subire restrizioni in nome di testi inattendibili o di entità soprannaturali, è ciò che manca nella cultura e nella pratica politica del nostro Paese - Carlo A.Viano
La realtà è che quando un clericale usa la parola “libertà” intende la libertà dei soli clericali (chiamata libertà della Chiesa) e non le libertà di tutti. Domandano le loro libertà a noi laicisti in nome dei principi nostri, e negano le libertà altrui in nome dei principi loro - Gaetano Salvemini
Quello che Ratzinger condanna come relativismo non è altro che la libertà di pensiero, e quindi anche di religione. La stessa libertà che tutte le religioni e le ideologie totalitarie hanno in odio e combattono ferocemente - GCV
Alessia Birri 18 settembre 2011
E-mail: aleph1968@hotmail.it
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Quando Ratzinger collaborava con la rivista neo-nazista Die Aula:
http://umanesimo.tumblr.com/post/96646042/papa-negazionista
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http://www.ildialogo.org/Ratzinger/Interventi_1272985398.htm
“La pedofilia e il sacro”: di Maria Gabriella Gatti:
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L’influenza psicopatologica dell’insegnamento religioso:
http://www.nilalienum.it/Sezioni/Aggiornamenti/Infanzia%20e%20Adolescenza/Influenza_educazione_Religiosa.html
“Italia laboratorio sperimentale per una nuova forma di teocrazia”, di Raffaele Langone:
http://www.gliitaliani.it/2010/05/italia-laboratorio-sperimentale-per-una-nuova-forma-di-teocrazia/
Lug 30
L’ASTUZIA OSCURANTISTA DI KAROL WOITJLA

Qui sopra: Woitjla colpito da un meteorite, opera dell’artista Maurizio Cattelan.
VICISSITUDINI E TATTICHE MEDIATICHE DI UN DESPOTA IN SCARPE DA TENNIS.
“La religione impedisce ai nostri figli di ricevere un’educazione razionale; la religione ci impedisce di rimuovere le cause fondamentali delle guerre; la religione ci impedisce di insegnare l’etica della collaborazione scientifica in luogo delle vecchie, aberranti dottrine di colpa e castigo. Forse l’umanità è alla soglia di un periodo aureo; ma per poterla oltrepassare sarà prima necessario trucidare il drago di guardia alla porta: questo drago è la religione.”
Bertrand Russell, Perché non sono cristiano, 1929
Woitjla è riuscito a “ipnotizzare” le masse soprattutto grazie alla consueta prassi, tipica di ogni despota, di plagio e appropriazione, a fini totalitaristici, di principii laici e democratici, come i diritti dell’uomo, l’uguaglianza, la libertà…principii che sono frutto di due secoli di lotte sanguinose, che sono stati portati dall’Illuminismo prima, dal Risorgimento poi e dalla Resistenza nel più recente passato, che sono stati conquistati a duro prezzo in opposizione a gerarchie religiose e loro alleati, dunque bisogna proprio liberare la mente da ogni forma di pensiero e di riflessione per lasciarsi incantare ancora ai nostri tempi da questi stratagemmi retorici che potevano essere il pastone di analfabeti, proletari o contadini dell’800, ma che fanno cadere le braccia in un Paese moderno, tecnologicizzato, in cui non mancano spazi e possibilità d’informazione al di là di quella propinata dal regime attraverso i mass media, e che ci lasciano amaramente riflettere sull’immiserimento e la desertificazione che nel nostro Paese hanno lasciato 80 anni di Concordato e di clericalismo. In realtà Woitjla non fu nulla più di ciò che rappresenta la sua organizzazione religiosa: un diffusore di odio, di fondamentalismo, di discriminazione. Come non ricordare i suoi proclami contro gli omosessuali, il suo odio perpetuo contro i protestanti dal momento in cui istituirono il sacerdozio femminile, il suo paragonare l’aborto al genocidio nazista, la sua lotta disperata contro i diritti civili e di autodeterminazione degli individui…ma mentre chiudeva la porta al dialogo con i protestanti in seguito all’apertura di questi ultimi al sacerdozio femminile, pensò bene di confondere questa notizia lanciando un boccone al gregge con il proclama famoso alle donne “il mondo ha bisogno del vostro genio”, cosicchè mentre i beceri si masticavano l’oppiacea caramella delle lodi non riflettevano su altro.
CULTO DELLA PERSONALITA’ E CLAMORE MEDIATICO.
In realtà, l’unica setta religiosa al mondo dotata di uno stato, governato da una monarchia assoluta nel XXI secolo, può avere intenzioni pacifiche basate sul rispetto reciproco nei confronti della società civile, laica e democratica? Ovviamente no. Se così fosse sarebbe la negazione di sè stessa e della sua ragione d’essere, che è di natura essenzialmente aggressiva nei confronti di qualsiasi civiltà voglia attenersi al rispetto dei diritti umani, civili e individuali, nonchè al progresso della conoscenza e che, ovviamente, per sua stessa natura totalitaria, non conosce reciprocità. Fatta questa premessa saranno ovvi e risaputi gli argomenti con i quali cercheremo di esporre questo personaggio e i motivi del suo presunto carisma. Secoli di cristianesimo radicati in generazioni ci impediscono di vedere con occhio critico la reale mostruosità storica e pericolosità sociale di questa presenza; le masse da sempre sono attratte dal potere, dall’abitudine e dal clamore mediatico, è un circolo vizioso dal quale è difficile affrancarsi, perchè vi si è attirati inconsapevolmente, per convenzione. In questo caso il clamore mediatico e il culto della personalità hanno avuto un ruolo fondamentale, ed è proprio su quest’ultimo che ha fatto leva con molta furbizia Karol Woitjla che, come tutti i religiosi, non poteva che essere un malato, infelice prodotto di una superstizione basata sull’annullamento,l’autodistruzione e la cultura della sofferenza, tutte cose alle quali una mente sana non potrebbe mai essere soggetta. Ma anche lo psicopatico, l’accattone e il mostro sociale, se in costume sfarzoso e a capo di uno stato ricchissimo, diventa punto di riferimento per l’inesauribile fiume di semplici e di creduloni. L’irrequietezza di questo astuto individuo ed il costante, disperato bisogno, in 30 anni di pontificato, di attirare l’attenzione su di sè, sono indici di una sconfitta e di un tramonto che non sono certo iniziati oggi, ma saranno sempre più progressivi e inevitabili con la riscoperta della dignità dei popoli e della razionalità, nonostante si faccia uso di questa malsana idolatria per scongiurare la fine di un epoca oscura dalla quale solo oggi ci stiamo affrancando.
WOITJLA E RATZINGER: IL FURBO ORDISCE E L’IDIOTA PAGA.
Il I maggio 2011 ci sarà la beatificazione di Woitjla ( nome d’arte Giovanni Paolo II ), con la consueta colonizzazione delle ricorrenze altrui da parte del Vaticano. Come tutti i ben informati sanno, fu proprio Woitjla a instaurare la regola del silenzio e ad insabbiare tutte le informazioni sulla prassi di violenza sessuale sui minori, che non era perpetrata da soggetti deviati all’interno dell’istituzione cattolica, come la falsa informazione vorrebbe farci credere, ma costituiva, da secoli, appunto una regola irrinunciabile al fine di annullare psicologicamente le vittime e creare dei nuovi succubi sociali. Fu inoltre il maggiore sostenitore del potere mafioso e ne è conferma il suo stretto rapporto con Marcinkus, il proseguimento degli affari sporchi che questo gestiva con la mafia e l’implicazione con i crimini della banda della Magliana. Papa Luciani, suo predecessore, voleva epurare l’istituzione ecclesiastica da ingerenze mafiose ( ipotesi paradossale ), perciò nei suoi progetti c’era l’allontanamento di Marcinkus, soprannominato banchiere di dio e principale gestore degli affari sporchi con la criminalità organizzata da parte dello IOR, e sappiamo la fine che fece il “Papa del sorriso”, con il consueto metodo adottato da tutte le sette o, meglio, le psicosette quando intuiscono un pericolo per i loro privilegi o vedono minacciati i deliri di onnipotenza su cui si basa il loro proselitismo e, al suo posto, fu eletto Woitjla che, oltre ad essere un reazionario ben attento a non ledere gli interessi del clero, aveva anche notevoli doti di furbizia derivanti dal suo “talento” di ex attore, quindi un esemplare perfetto per i criminosi piani del Vaticano contro la laicità e la civiltà che ancora, nel 1978, dovevano mettere radici in Europa e, soprattutto, in Italia. Doti tutt’altro che nobili, da accattone, ma condite da suadenti colonne sonore e servizi giornalistici imponenti che ne amplificarono l’effetto, doti di cui non gode certamente l’attuale Joseph Ratzinger, che rappresenta il perfetto esemplare del religioso estraniato dalla realtà, vuoto e incapace di ogni dialettica, ma che, con stoica fermezza, si prende volentieri sulle spalle colpe e crimini del predecessore, non che egli non ne fosse complice, ricordiamoci gli innumerevoli casi di abusi insabbiati da Ratzinger e il processo che egli evitò in Texas solo perchè coperto da immunità diplomatica, ma fu proprio sotto il pontificato di Woitjla che i più orrendi crimini vennero coperti per assicurarne la continuazione e l’impunità. La beffa più grande che il povero pastore tedesco dovrà subire il I maggio, dopo aver affrontato la vergogna per gli scandali della violenza sessuale sui minori, sarà proprio l’incombenza della beatificazione dell’astuto predecessore.
DOPPIEZZA E INGANNO IN PASTO ALLE MASSE E AI SEMPLICI
Quando venne eletto Papa Woitjla, erano trascorsi appena 10 anni dal 1968, nonostante il progresso scientifico e la diffusione dei media l’Italia era ancora pervasa da una pesante cappa di superstizione, oscurantismo, analfabetismo e generazioni, che allora erano ancora giovani, grette e cresciute nell’arretratezza e nel buio della ragione, ovvio che su questo terreno fertile per la religione, sarebbe bastato poco al polacco per conquistare la simpatia delle masse, masse di individui privi di coscienza di sè, di generazioni zotiche e vuote. Questo fu il terreno in cui attecchì il circolo vizioso di questa malsana idolatria di un monarca assoluto la cui unica preoccupazione fu la diffusione del fondamentalismo, della discriminazione, della superstizione…ma lo faceva con le scarpe da tennis, lo faceva mentre baciava i bambini ( cosa comune a tutti i dittatori ), e mentre andava a sciare non facendosi mancare nulla dei comfort e degli svaghi dei comuni mortali, tutte cose che bastarono ad affascinare le masse dei semplici, del gregge.
WOITJLA AMMONIVA I MAFIOSI DURANTE LA SUA VISITA IN SICILIA MENTRE IL VATICANO SI ARRICCHIVA CON GLI AFFARI SPORCHI DELLO IOR CON LA MAFIA STESSA.
Ecco come ci si difende dal sospetto o, meglio, dall’evidenza: ci si scaglia più contro qualcosa quanto più in questa cosa si è implicati. “Pentitevi, un giorno verrà il giudizio di dio!”, queste furono le parole che Woitjla tuonò contro la mafia dalla collina di Agrigento nel 1993, mentre lavandaie e ingenui beceri piangevano lacrime di commozione e lo stesso Woitjla a stento si tratteneva dal ridere sommessamente, visti i grossi affari che la banca vaticana dello IOR faceva con la criminalità organizzata, soprattutto per finanziare, negli anni ‘80, il sindacato clericale di Solidarnosc, pronto a creare in Polonia un avamposto della teocrazia vaticana.
WOITJLA AVVERSARIO DEI REGIMI COMUNISTI E ALLEATO DELLE DITTATURE FASCISTE SUDAMERICANE, SANTIFICATORE DEI PRETI TORTURATORI DEL REGIME FRANCHISTA SPAGNOLO E PERSECUTORE DELLA DEMOCRAZIA.
La sopravvalutazione mediatica di questo individuo ha fatto sì che gli venisse attribuito addirittura il merito del crollo dei regimi comunisti dell’est Europa, regimi che già erano logori da tempo, soprattutto perchè subentrati, dopo la II guerra mondiale, a società che ancora non erano pronte e non avevano seguito un percorso evolutivo verso questo radicale cambiamento. Inoltre la crisi economica, l’enorme dispiego di energie e di risorse destinate agli armamenti durante la guerra fredda furono letali e portarono alla rivolta e al disfacimento. Ma, come vogliono tutte le favole metropolitane da dare in pasto ai creduloni, fu il super-eroe Giovanni Paolo II a dare la spallata finale al comunismo, appoggiato ovviamente dal suo fedele alleato immaginario che vive in cielo assieme a cherubini, fantasmi di personaggi biblici e madonne dal manto svolazzante. Regimi dittatoriali e criminalità mafiosa sono l’unico humus in cui il cattolicesimo può sopravvivere, perchè rappresentano l’estensione sociale dell’oscurantismo religioso e dell’autoritarismo gerarchico clericale, e i regimi comunisti costituivano un anomalia insopportabile per il clero, non potendo essere alleati della madre di tutte le dittature: la monarchia assoluta e la teocrazia vaticana. Infatti Woitjla fu grande alleato, nonchè amico inseparabile, di Augusto Pinochet, il sanguinario dittatore cileno colpevole, con l’avvallo del Vaticano, di torture, uccisioni e stragi nel suo paese; il furbo parassita in abito bianco benedisse la sua famiglia, fu sempre ospite d’onore ai suoi ricevimenti, mentre non spese nemmeno una parola per le vittime del regime, ed era ovvio, essendo clero e fascismo legati indissolubilmente da continuità ideologica e condividendo entrambi gli stessi fini sociali totalitari e criminali. Ma il più grande oltraggio all’umanità intera, il Papa demolitore dei regimi comunisti lo fece con la santificazione dei preti torturatori spagnoli al seguito del regime di Francisco Franco, che si macchiarono di crimini inenarrabili durante la guerra civile spagnola e avevano in progetto la restaurazione dei forni collettivi dove venivano bruciati gli eretici ai tempi dell’inquisizione, progetto che, se l’odiata modernità non gliel’avesse impedito, sarebbe stato ben felice di portare a termine il beato Giovanni Paolo II.
WOITJLA BEATIFICA IL CARDINALE GENOCIDA ALOYSIUS STEPINAC, CHE BENEDISSE E PARTECIPO’ ALLO STERMINIO DEI SERBI ORTODOSSI IN CROAZIA.
Aloysius Stepinac, cardinale sostenitore di Ante Pavelic che guidava un governo fantoccio dell’Asse nella repubblica indipendente croata dal 1941, perpetrando massacri e stragi inaudite contro i serbi ortodossi che non volevano convertirsi al cattolicesimo, con la benedizione di PIo XII, fu beatificato da Woitjla nel 1998. L’alleanza tra nazismo e Vaticano contro i non-cattolici si concretizzò in episodi di ferocia inaudita. L’unico modo per salvarsi da un atroce destino era la conversione al cattolicesimo. «Se passerete alla chiesa cattolica» - prometteva il vescovo Aksamovic di Djakovo - «sarete lasciati in pace nelle vostre case». Infatti vennero massacrati più di 180.000 fra ortodossi ed ebrei, con l’appoggio del Vaticano. Il giorno seguente la dichiarazione del vescovo Aksamovic vennero uccisi più di 100.000 ortodossi fra donne uomini e bambini. Testimonianza dell’epoca “La chiesa di Glina venne trasformata in un mattatoio: il bagno di sangue durava dalle dieci di sera alle quattro del mattino, e andò avanti per otto giorni. Le uniformi dei macellai dovettero essere cambiate, perché intrise di sangue. In seguito vennero ritrovati bambini infilzati negli spiedi, con le membra ancora contratte negli spasmi della sofferenza”.
WOITJLA BEATIFICA PIO IX, IL PAPA CHE NEL 1859 ORDINO’ LE STRAGI DI UOMINI DONNE E BAMBINI NELLA CITTA’ RIBELLE DI PERUGIA CHE VOLEVA L’INDIPENDENZA DAL VATICANO.
Pio IX fu il più acerrimo nemico dell’unità d’Italia, del Risorgimento e della modernità, fu mandante di stragi come quella che vide protagonista la città di Perugia nel 1859, la quale si voleva separare dal Vaticano, e che fu perciò punita con stragi di uomini, donne e bambini. Pio IX, descritto dal Carducci come ”chierico sanguinante ed imbelle re”, fece ghigliottinare in piazza del Popolo i giovani Monti e Tognetti ( di 20 anni ) colpevoli dell’assalto alla caserma pontificia degli zuavi. Era talmente odiato dal popolo per le sue atrocità che venne soprannominato “Papa porco”e venne accompagnato da tumulti e sputi durante il tragitto del suo funerale. E, ovviamente, la zotica italietta dei laici credenti e devoti, il I°maggio 2011 si farà carico delle spese per la beatificazione del suo degno successore, Woitjla, santificatore di criminali e torturatori della sua organizzazione.
WOITJLA CORRESPONSPONSABILE DELLA DIFFUSIONE DELL’AIDS IN AFRICA.
Mediante la sua opera reazionaria inoltre il beato Woitjla si oppose alla distribuzione dei preservativi in Africa, attraverso l’opera della chiesa cattolica che si prodigò affinchè la prevenzione venisse ostacolata, promuovendo la sottocultura cristiana della sofferenza come valore e del sesso concepito nella brutalità unicamente funzionale alla riproduzione. Milioni di bambini africani malati e denutriti macchiano la coscienza nera di questo individuo e ora quella del suo successore, per quanto sia incapace d’intendimento.
L’OSCENA ESPOSIZIONE MEDIATICA DELLA MALATTIA E DELLA SOFFERENZA ERETTE A VALORE.
La cultura della sofferenza come valore a cui non ci si può opporre è il più efficace strumento che il cristianesimo ha usato nei secoli per la schiavizzazione dei popoli e degli individui, una sottocultura nata dai malati che creano altri malati, dagli schiavi che creano altri schiavi, un circolo vizioso dal quale ci si può affrancare solo attraverso le generazioni. La sofferenza eretta a valore sacro, fulcro e fondamento del cristianesimo, induce i popoli e gli individui a sopportare ogni tipo di sopruso e umiliazione, a non ribellarsi a qualsiasi forma di totalitarismo e sottomissione, costituisce un affronto e una bestemmia contro qualsiasi dignità umana tanto sbandierata da Woitjla ai fini della sua propaganda. Lo spettacolo osceno, patetico e contro natura del pubblico disfacimento delle facoltà fisiche e psichiche di un individuo ( Woitjla ) durante la malattia che lo portò alla morte, è indice non solo della diffusione della sottocultura qui sopra descritta, ma anche della disperazione, dell’odio, del tentativo di opporsi con ogni mezzo al risveglio della ragione nel mondo, dell’insaziabile bisogno di attirare l’attenzione e di coinvolgere le masse con ogni mezzo. Dopo la sconfitta cocente del rifiuto dell’Europa di accettare le radici cristiane nella sua costituzione ( e ci sarebbe mancato altro ), dopo l’umiliazione del rifiuto del premio nobel per la pace per cui era in lista Giovanni Paolo II nel 2003, dopo l’isolamento dalle altre congreghe protestanti, anglicane e ortodosse, ci si aggrappò all’unico scivoloso specchio per evitare l’eclissi e l’inevitabile tramonto: la spettacolarizzazione della sofferenza e della malattia del pontefice stesso, l’unico patetico, mostruoso e miserabile mezzo per non cadere nell’oblio, il sonno definitivo della ragione e della dignità, spettacolarizzazione sadica che è intrinseca alla storia del cristianesimo e a tutte le sue manifestazioni artistiche e letterarie, che mette a nudo quelle che sono le due perversioni fondamentali alla radice di questo culto: il sadismo e la necrofilia. Così come l’assuefazione, l’abitudine e la convenzione ci impediscono di trasalire davanti ai crocifissi e agli aberranti e barbari rituali di questo culto, provando il sentimento più naturale e spontaneo che ne dovrebbe scaturire: l’orrore.
“La sofferenza è un mezzo con il quale gli uomini acquistano saggezza, non una guida secondo la quale vivere”.
Robert Kennedy
Alessia Birri, 29 aprile 2011
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FRIENDS, di Marcello Usai
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Pubblico con grande entusiasmo il testo di una bellissima canzone del mio amico Marcello Usai.
TESTO:
i hate you
i don’t love you
i hate you my friend
my happy false friend.
Long time ago I had a nice friend,
but treacherous
I trusted of him but
i was disappointed
for this i turned he away from me.
it was better for me.
forget he was easy but
i suffered for his bad actions.
you are nothing for me.
you suck
my stupid ex friend.
some time ago i was a strange lonely boy.
it was a difficult period,
i didn’t want talk to anyone,
i wanted to punish me for sins that
i didn’t could understand
and now I know that it aren’t my sins
or aren’t any sins
and you were the only one that listened me
and could understand me.
you are very important for me.
You hugged me,
You told me,
You Took my hand,
you helped me to grow,
you briged peace inside me
And Now
you are my best friend,
forever.
i love you
i don’t hate you
i love you my friend
my special rock friend.
my friend i will give you a kiss on the cheek
when we meet again.
TRADUZIONE:
Io ti odio
non ti amo
Ti odio amico mio
felice falso amico mio.
tanto tempo fa avevo un amico simpatico,
ma traditore
Mi sono fidato di lui, ma
mi ha deluso
per questo l’ho allontanato da me.
è stato meglio per me.
dimenticarlo è stato facile ma
ho sofferto per le sue cattive azioni.
tu non sei niente per me.
fai schifo
mio stupido ex amico.
Qualche tempo fa ero un ragazzo strano e solitario.
Era un periodo difficile,
Non volevo parlare con nessuno,
Volevo punirmi per colpe che
non riuscivo a capire
e ora so che non erano mie
o non erano colpe
e tu eri l’unico che mi ha ascoltato
e riusciva a capirmi.
sei molto importante per me.
mi hai abbracciato,
mi hai parlato,
hai preso la mia mano,
mi hai aiutato a crescere,
hai portato pace dentro di me
e ora
tu sei il mio migliore amico,
per sempre.
io ti amo
non ti odio
Ti amo amico mio
rock speciale amico mio.
amico mio ti daro un bacio sulla guancia
quando ci incontriamo di nuovo.
Marcello Usai
Contatto facebook:
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RETORICA CATTO-FASCISTA CONTRO LA DEMOCRAZIA

NON MORIRANNO FACILMENTE, NON SE NE ANDRANNO SENZA LASCIARE STRASCICHI, NONOSTANTE LA LORO FINE SIA INEVITABILE. L’AGONIA DEL CATTOLICESIMO VEDE L’ITALIA PROTAGONISTA E VITTIMA DI QUESTO SQUALLIDO SCENARIO.
Il regno delle tenebre
“C’è una scienza che ha per oggetto solamente cose incomprensibili. Al contrario di tutte le altre scienze, essa non si occupa che di ciò che non può essere percepito dai sensi. Hobbes la chiama «il regno delle tenebre». È un regno in cui tutto dipende da leggi opposte a quelle che gli uomini sono in grado di conoscere nel mondo che abitano. In questa strana regione, la luce non è altro che buio; l’evidente diviene dubbio o falso; l’impossibile diviene credibile; la ragione è una guida infedele, e il buon senso si trasforma in delirio. Questa scienza si chiama teologia, e questa teologia è un insulto continuo alla ragione umana.”
( Paul Henry Thiry d’Holbach - Il buon senso).
IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA MOSTRI
Bene, fatta questa premessa e partendo da questa riflessione non sarà difficile guardarci intorno ed avere un sussulto di coscienza che ci permetta di vedere, con occhi non assuefatti dall’abitudine, questo regno di follìa che sta lentamente isolando il nostro Paese, ponendolo contro corrente rispetto a tutte le democrazie occidentali. Questo articolo vuole mettere in evidenza il puerile e poco ingannevole vaneggiamento della retorica cattolica, finalizzato ad un disperato tentativo di prolungare, oltre ogni limite ragionevole, la durata di privilegi assurdi e medievali di uno stato teocratico sul territorio italiano, e finalizzato, ovviamente, alla diffusione della superstizione, del pregiudizio e dell’oscurantismo. Ne sono conferma i recenti e feroci attacchi di Berlusconi alla scuola pubblica, che è presidio della laicità, della Costituzione e del libero pensiero. Gli invasati di quel regno oscuro di follìa e di morte oggi, in Italia, non sono certo rinchiusi in qualche clinica psichiatrica (come direbbe Freud, che definì la religione “isteria collettiva”), non sono certo gruppuscoli isolati in qualche congrega di esaltati dalla quale la società si mette in guardia, niente affatto: sono seduti in Parlamento, in Senato, sono a capo di tutti i partiti politici, di destra e di sinistra, si trovano in tutti i settori della vita pubblica, ovunque, in un parossismo senza precedenti e senza uguali in nessun Paese democratico. Com’è potuto succedere questo? Negli anni ‘90 la teocrazia vaticana già sentiva il fiato dell’Europa sul collo, dell’immigrazione, del confronto con altre culture e con gli stati molto più civilmente progrediti del nord. Potevamo immaginare che non si dessero da fare? Potevamo immaginare che i fascisti non cavalcassero l’onda del crollo del comunismo, con il muro di Berlino, per ricostituire incostituzionalmente il loro partito? E che non si alleassero, come sempre hanno fatto tutte le dittature, con le gerarchie vaticane approfittandosi del vuoto ideologico creatosi dopo la caduta del comunismo, così da poter avere campo libero da ogni opposizione?
BERLUSCONI NON E’ NULLA IN SE’, MA SOLO UN MALATO PSICHICO LE CUI MANIE D’ONNIPOTENZA SONO STATE SAPIENTEMENTE INCANALATE DAL CLERO PER I PROPRI FINI.
Tutti i dittatori sono generalmente dei deboli, dei fantocci che ovviamente vengono manovrati e indirizzati da altri, così come, per esempio, anche le ex dittature sudamericane furono instaurate dall’imperialismo nord americano (ricordiamo il sanguinario Pinochet, grande amico del beato Woitjla); fantocci al servizio di poteri economici o lobby religiose. Il dittatore Berlusconi è un debole il cui bisogno di dominare gli altri per affrancarsi dal proprio complesso d’inferiorità viene sfruttato e strumentalizzato dalla congrega cattolica. Come sempre, come nel caso del santo di Pietralcina, malati di mente e alienati vengono fatti ballare per il facile carisma che deriva dalle loro manìe e dalla loro patologìa. La lobby cattolica, avvalendosi soprattutto dei privilegi del Concordato, dagli anni ‘90 ad oggi, cioè da quando il partito di Forza Italia è stato fondato, ha intrapreso un grande progetto di diffusione dei suoi esponenti, che si sono praticamente dati alla macchia in ogni partito politico, soprattutto nella sinistra, nell’intento di non lasciare alcuno spazio di manovra ai rappresentanti della laicità e del progresso civile. Quindi non più un partito cattolico (la ex DC), ma tutti i partiti ormai sono genuflessi alle gerarchie di uno stato dittatoriale ed assolutistico, fondato non su ideologie politiche e sociali, ma su una superstizione delirante.
“La religione è un’illusione, dove il credente smarrisce il senso della realtà a vantaggio di fantasie psichiche, che diventano delirio collettivo nell’acquiescenza del gruppo.” (Freud) In Psicologia delle masse ed analisi dell’Io (1921), Freud parla di annullamento della personalità cosciente e di rapimento ipnoide degli individui, che pensano per immagini prive di riscontro empirico.
QUALI SONO GLI ARGOMENTI ADDOTTATI PIU’ FREQUENTEMENTE DALLE GERARCHIE VATICANE E DAGLI ASSERVITI POLITICI ITALIANI PER GIUSTIFICARE L’ISTITUZIONALIZZAZIONE DELLA SUPERSTIZIONE?
Il primo e più inaccettabile per ogni mente raziocinante e con un briciolo di cultura, è quello secondo cui la civiltà europea sarebbe nata con e dal cristianesimo, volendo addirittura includere le radici cristiane nella costituzione europea (progetto che ovviamente non andò in porto). Allora, la mente raziocinante si può con ovvi argomenti opporre a queste balordaggini, con dei semplici appunti storici:
Punto primo: la civiltà europea è nata proprio in contrapposizione ai secoli bui e barbari che hanno seguito l’imposizione del cristianesimo, cioè con la rinascita che ha permesso la riscoperta dei valori e delle conquiste della civiltà classica, della scienza, dell’anatomia, dell’arte e della razionalità, tutte cose che da secoli furono dimenticate e sepolte con l’avvento del cristianesimo e della superstizione.
Punto secondo: l’esistenza stessa del potere Vaticano non avrebbe potuto avere legittimazioni storiche ed è nata da una truffa, cioè da un finto lascito di Costantino, architettato da Papa Stefano II, documento falso che si volle scritto intorno al 313 d.C., secondo il quale egli avrebbe ceduto l’Impero d’Occidente nelle mani del clero, un caso unico al mondo e un incidente storico dalle conseguenze devastanti, che si protrassero per secoli e secoli, desertificando l’occidente da ogni forma di cultura, di pensiero, d’arte, di civiltà. Quindi uno stato sciacallo e storicamente illegittimo che non dovrebbe esistere, così come il cristianesimo stesso è una grave malattia dell’anima (come disse l’imperatore Giuliano), una malattia dell’anima istituzionalizzata. L’impero Vaticano è stato legittimato quindi prima da una truffa, e si è dovuto aspettare il 1870, con la presa di Porta Pia, per liberare il Paese da un incubo storico; poi è stato ricostituito come vero e proprio stato da una dittatura con i patti lateranensi firmati da Mussolini nel 1929. In sostanza: il cattolicesimo è una malattia storica che è riuscita a sopravvivere fino a noi grazie a una serie di tragiche fatalità, insinuandosi attraverso le debolezze umane e sociali e le crepe della storia.
« Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,
non la tua conversion, ma quella dote
che da te prese il primo ricco patre! »
(Inferno XIX, 115-117)
Punto terzo: soprattutto il concetto di Democrazia, che sta alla base di ogni società progredita, è nato nell’antica Grecia; il concetto stesso di “classicità” è letteralmente contrapposto a tutto ciò che vi è di cristiano e perciò di barbaro e oscurantistico, che ha caratterizzato appunto i secoli bui del medioevo e il relativo sonno della ragione. La classicità è la ragione e la conoscenza in armonia con la natura, cosa simmetricamente opposta al cristianesimo, che è contro natura, contro la ragione e basato sull’alienazione mentale di interi popoli, indotti a credere all’assurdo e a rinuciare alla propria dignità.
Punto quarto: il cristianesimo può sopravvivere solo al buio della coscienza, essendone l’antitesi, nel ripudio della scienza, dell’emancipazione umana e del puro e semplice buon senso, come si può ben appurare dalla storia, a meno che non si voglia essere ipocriti e assurdi.
Punto quinto: Umanesimo, Rinascimento, Illuminismo, Risorgimento, Democrazia…tutte queste belle cose di cui oggi possiamo godere i frutti, sono nate in contrapposizione all’ideologia assolutistica del cristianesimo. Ma, come da strategia, i cattolici oggi vogliono confondersi, mascherarsi e coronarsi di tutto ciò che ormai non possono più criticare per universale consenso, e che è stato conquistato ed ottenuto a caro prezzo nella storia contro la barbarie del cristianesimo, perciò si appellano alle conquiste dell’Umanesimo, celebrano l’unità d’Italia, elogiano la democrazia come se avessero qualcosa in comune con tuttO ciò, e nello stesso momento in cui elogiano complottano per distruggere.
LA TATTICA CATTOLICA DEL CAPOVOLGIMENTO DELLA REALTA’: ACCUSARE L’AVVERSARIO DELLE PROPRIE INIQUE INTENZIONI E NASCONDERSI NELLO STESSO TEMPO DIETRO I SUOI PRINCIPII LAICI.
Ogni dittatore si presenta come liberatore, ed attribuisce ai suoi avversari quelle che sono le sue intenzioni, arrogandosi le caratteristiche di ciò che vorrebbe demolire: vuole instaurare la dittatura e l’assolutismo religioso? Allora dalla sua bocca non sentirete uscire che elogi alla Democrazia e alla libertà. Vuole ridurre un intero popolo a un gregge ubbidiente e omologato? Allora si presenterà come garante della centralità della persona umana. Ora, ci troviamo a dover affrontare un male che la storia ci ha lasciato in eredità, ci troviamo a dover fare i conti con un regime di gerarchi religiosi ed una monarchia assoluta che, in questi ultimi vent’anni, ha letteralmente devastato il nostro Paese, culturalmente, finanziariamente, civilmente fino a condizionare la vita e il futuro di ogni cittadino, un regime teocratico di cui Berlusconi rappresenta solo lo strumento e che non ha nulla, ma proprio nulla a che vedere con la nostra civiltà, un corpo estraneo, una metastasi. Ecco alcuni esempi di come la propria maschera viene posta sul volto dell’avversario:
1) abbiamo sentito definire “bieco” l’Illuminismo, salvo poi sentire Ratzinger proclamare e fare propri i principi della Rivoluzione Francese, pronunciando le parole “libertà, uguaglianza, fraternità” davanti ai quattro gatti che ancora lo seguono sotto le finestre di S.Pietro, come se l’Uguaglianza e la libertà avessero qualcosa da spartire con i dogmi e con una monarchia assoluta.
2) Abbiamo sentito i cattolici onnipresenti in tutti i salotti televisivi, attribuirsi il merito dell’emancipazione femminile, e addirittura dell’affermazione della dignità del bambino, nella solita tattica di confondere, capovolgere, camuffarsi con l’abito di ciò che si vuole distruggere appropriandosi di principii laici ormai indiscutibili; e queste esilaranti affermazioni, che non hanno bisogno di essere commentate, le abbiamo sentite anche da Nichi Vendola, noto da ogni mente libera per essere un invasato religioso e cavallo di Troia del clero, come la maggior parte dei politici italiani.
3) I cattolici vorrebbero avere la libertà di perseguitare e offendere le diverse identità sessuali, culturali e la dignità dei cittadini di avere una volontà libera, come per esempio sul fine-vita, sulle coppie di fatto, sul diritto di mandare i figli in una scuola laica e rispettosa del libero sviluppo della loro coscienza, per poi lamentarsi di essere discriminati e offesi se non sono lasciati liberi di discriminare e offendere, secondo una concezione del mondo e della vita malata e paranoica, che è una negazione del mondo e della vita stessa, opposta ad ogni dignità, rispetto e logica. La società malata, parassitaria, inutile e dedita alla superstizione, detta legge alla società sana, laboriosa e utile.
4) Fra le affermazioni più ridondanti e subdole dei cattolici, non possiamo dimenticare quella secondo la quale si proclamano promotori della dignità della persona e della sua centralità: concetti che stridono pronunciati da chi concepisce gli esseri umani come un gregge di pecore omologate e pronte al patibolo, prive di ogni volontà individuale ed inerti di fronte alle direttive di un vecchio monarca assoluto che asserisce di essere l’intermediario del dio dell’universo.
5) Ma la ciliegina sulla torta di tutti questi deliri viene proprio dalle recenti affermazioni di Ratzinger circa la violenza sessuale sui minori perpetrata dal clero, secondo cui sarebbe frutto della cultura sessantottina e della liberazione sessuale. A questo punto la mente sana e raziocinante non può non interrogarsi su come fossero trattati e considerati i bambini prima del’68, e su come proprio dal ‘68 cominciarono ad avere dei diritti come individui, sempre in contrasto e lotta con il nemico comune di ogni essere umano: il cristianesimo, che concepisce il bambino come un agnello sacrificale e impone la legge del più forte, cioè la sottomissione femminile e la violenza sui minori come strumento di coercizione.
6) Parliamo ora della famosa “dittatura del relativismo” tanto ripetuta dal pastore tedesco in modo addirittura ossessivo: la parola stessa “relativismo” indica l’opposto dell’assolutismo e del dispotismo religioso; “relativismo” significa libertà di coscienza e libertà individuale, in opposizione alle intenzioni delle gerarchie cattoliche d’imporre la dittatura dei dogmi e della teocrazia. Ma usando i giochi di parole e gettando la propria maschera sul volto dell’avversario, si trova sempre qualcuno che abbocca, approfittandosi delle sacche di sottocultura ancora esistenti nel nostro Paese. Queste affermazioni puerili e irrazionali offendono prima di tutto la dignità di chi le pronuncia, ma quando si è disperati, quando non c’è più orizzonte al di fuori dell’Italia e si è costretti a riporre ogni speranza su un personaggio come Berlusconi, ogni tentativo è accolto.
7) Quante volte abbiamo sentito il pastore tedesco dare sfoggio della sua mirabile intelligenza con quest’affermazione logica e ineccepibile: “contro l’emarginazione di Dio dalla sfera pubblica”. Una mente raziocinante può chiedersi, se ha tempo da perdere ad analizzare queste balordaggini, come può il dio dell’universo sentirsi emarginato da noi poveri umani, sul nostro piccolo pianeta, nelle ancora più piccole nostre vite? Non si può commentare questa cosa senza aggiungere dell’ironia, perchè forse quel dio a questo punto sta diventando vecchio, ha bisogno d’affetto, oppure è un poveraccio, un dio piccolo e marginale con le manìe di persecuzione e senza nessun potere.
MARCARE IL TERRITORIO, CAVALCARE OGNI EVENTO, INSINUARSI IN OGNI SEDE DELLA VITA CIVILE.
In questi ultimi vent’anni abbiamo assistito a uno scandaloso tentativo della congrega cattolica di fare ciò che sempre ha fatto, in ogni epoca, ma ora, nel XXI°secolo, in modo molto più sfrontato, più arrogante e grottesco, avvantaggiata in tutto dal governo Berlusconi, il tentativo in gran parte riuscito di coprire ogni settore della vita pubblica, di sovrapporsi alle ricorrenze dello stato civile, come quella del I maggio per beatificare Woitjla, strumentalizzare ogni fatto di cronaca, come le affermazioni, in questi giorni, del solito noto Antonio Socci, che ha mistificato l’omicidio di Yara Gambirasio legandolo alla vicenda di Maria Goretti e alla rappresentazione del crocifisso nei luoghi pubblici. Abbiamo inoltre assistito al monologo di una suora che non poteva mancare nell’ipocrita e patetica manifestazione per la dignità delle donne del 13 febbraio 2011, dove di tutto si è parlato, meno che del vero principale problema che attanaglia il Paese e che dovrebbe preoccupare soprattutto le donne: l’emergenza laicità.
In Italia stiamo vivendo una situazione paradossale, siamo in Europa contro l’Europa, ci troviamo in uno stato considerato democratico del quale i rappresentanti fascisti vogliono demolire Costituzione e laicità a favore degli interessi di una monarchia assoluta.
IL DISCORSO DI BERLUSCONI CONTRO LA SCUOLA PUBBLICA NON E’ STATO CASUALE, MA RIVELA IL PROGETTO SOVVERSIVO DELLE GERARCHIE VATICANE, DISTRUGGENDO LA CULTURA, IL LIBERO PENSIERO E LA DEMOCRAZIA.
Le menti dei minori sono l’investimento più indispensabile e lo strumento fondamentale della superstizione cattolica per creare delle nuove generazioni irregimentate e abituate a non discutere, così come la scuola pubblica, laica e statale rappresenta il più grande spauracchio della religione, perchè è il presidio dell’educazione civile, del libero pensiero, del rispetto di ogni minoranza. Il tentativo di demolire la scuola pubblica togliendole i finanziamenti a vantaggio delle scuole private gestite da religiosi è stato avviato da anni, per sfociare nella criminosa riforma Gelmini.
Non si discute con i despoti, chi vuole rubare la libertà e l’autodeterminazione di un intero popolo sa quello che vuole, non ha bisogno che qualcuno glielo rimproveri, sa bene cos’è la laicità, cos’è la libertà, cos’è la democrazia…ma i suoi argomenti saranno tutti volti a confondere le idee altrui e ad attribuire ai suoi avversari tutto ciò che lui realmente rappresenta. Berlusconi sa che la laicità non è un ideologia e che sono le scuole private e confessionali che inculcano ideologie, al contrario dell’educazione pubblica, ma, come il suo complice Ratzinger, accusa l’avversario dei propri sotterfugi. L’unico orecchio dal quale questi despoti anacronistici possono sentire è quello del denaro e dei privilegi, in cambio dei quali sarebbero allegramente disposti a buttare via crocifissi, valori assoluti e convinzioni varie, perchè tutto in sostanza si riduce a un giro d’affari e al bisogno fondamentale di una categoria sociale parassitaria (quella dei religiosi) di essere mantenuta e di arricchirsi con i sacrifici di un’intera nazione. Tutto qui, niente divinità onnipotente, niente valori non negoziabili, niente santi e beati, baracconi e processioni, ma soldi, alleanze mafiose e affari.
IL CRISTIANESIMO NON MORIRA’ PER PERSECUZIONE, PERCHE’ GODRA’ DEI BENEFICI DELLA LAICITA’, MA PER INUTILITA’, PER EMARGINAZIONE, PER INDIFFERENZA.
E’ come se in Italia ci trovassimo a dover affrontare il parossismo di una lunga malattia, che si fa sentire maggiormente proprio nel momento in cui ci deve lasciare, una febbre alta che ha estraniato il nostro Paese dalla realtà e dalla ragione, inducendo a sopportare cose che in ogni altro luogo civile scatenerebbero rivolte, lasciandoci inerti di fronte a continui, ossessivi, paranoici insulti alla nostra dignità di cittadini: contro donne, contro gay, contro Costituzione, contro magistrati, contro diritti civili, contro atei, contro ebrei, contro scuola pubblica, contro aborto, contro divorzio…e chi più ne ha più ne metta, in un continuo, assillante attacco sovversivo contro la Democrazia, da parte del vescovo di turno, del cardinale di turno, del governo fascista senza che nessuno osi alzare la testa. Quando ci si espone in modo così esplicito, senza più preoccuparsi di nascondere le proprie intenzioni, significa che non si ha più nulla da perdere, che si vuole tentare il tutto e per tutto e allora si sguaina la spada. I cattolici praticanti, nonostante il rumore e l’onnipresenza che ce li fa sembrare una marea incontenibile, anche per i sapienti montaggi mediatici dei tg, sono in realtà una piccola minoranza, una minoranza che si va sempre più assotigliando, che è in grado di sovrastare ogni altra voce solo grazie ai privilegi del Concordato e all’attuale regime fascista. Una minoranza geriatrica, di vecchi, che con il cambio generazionale saranno solo un ricordo, e così come le chiese sono sempre più vuote, ancora più vuoti sono i seminari e ancora più desolante che in Italia è la situazione all’estero. Dietro tutto il baraccone e la scenografia pomposa che il regime ci offre ogni giorno, nonostante vengano sbandierati i trionfi e passate sotto silenzio le umiliazioni, soprattutto dall’Europa, dietro tutto questo teatrino il nulla, un castello di carte senza fondamenta. Il progresso sociale è un processo irreversibile e l’Italia è una piccola zattera nel mare della civilizzazione europea, sulla quale si aggrappano vecchi despoti religiosi, fascisti e mafiosi, una zattera che sarà inevitabilmente travolta dalle onde. Dove arriva la luce muoiono i vampiri psichici del cattolicesimo, e la luce è la laicità, la Costituzione, la cultura.
Una domanda sorge spontanea (e voglio chiudere l’articolo con un interrogativo) soprattutto a noi che siamo costretti a subire questa presenza pesante e deleteria nel nostro Paese: come può l’Europa tollerare sul proprio territorio la presenza di uno stato come l’Italia, palesemente assoggettato ad una monarchia assoluta, senza contraddire sè stessa e i suoi principii fondanti? E come può la chiesa cattolica, ovvero un’organizzazione tra le più feroci e criminali del mondo, con alle spalle secoli di genocidi, abusi, complotti con le più spietate dittature, non essere ancora universalmente stigmatizzata e isolata da ogni convivenza civile, com’è successo giustamente con il nazismo dopo la II°guerra mondiale?
AFORISMI
“L’Illuminismo è la sortita dell’uomo da un colpevole stato di minorità.
Minorità è l’incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro.
Questa minorità è colpevole se la sua causa non è un difetto di intelligenza, ma di decisione
e di coraggio di servirsi della propria intelligenza senza la guida di un altro.
Sapere aude!
Abbi il coraggio di servirti della tua intelligenza!
Questo è dunque il motto dell’Illuminismo.
Ma per questo Illuminismo non si richiede altro che la libertà e precisamente la più innocua tra tutto
ciò che può chiamarsi libertà, ossia di fare pubblicamente uso della propria ragione sotto ogni aspetto.
L’uso pubblico della ragione dev’essere sempre libero
ed è il solo che può attuare l’Illuminismo tra gli uomini.”
Immanuel Kant, Was ist die Aufklärung?, 1784
«Se avrò un solo momento di vita nell’Italia liberata dai Goti quell’ultimo momento di vita,
voglio dedicarlo, come individuo libero, alla lotta contro la fede cattolica;
se avrò educato un solo italiano a vedere nella chiesa cattolica la pervertitrice sistematica
della dignità umana, non avrò vissuto invano.»
Gaetano Salvemini
“Se crediamo a delle assurdità, commetteremo delle atrocità.”
Voltaire, «Dizionario filosofico», 1764
“Religione e civiltà sono antitetiche;
la prima vuole l’autorità, l’altra la libertà;
la prima vuole la conservazione, l’altra il progresso;
la prima vuole i diritti di dio come interpretati dai preti,
l’altra i diritti dell’umanità come interpretati dall’umanità.
La civiltà avanza con il libero pensiero, libertà di parola, liberi uomini.”
da “Women, Church and State: A Historical Account of the Status of Woman Through the Christian Ages: With Reminiscences of the Matriarchate”
by Matilda Joslyn Gage, 1893.
Alessia Birri, 5 marzo 2011
E-mail: aleph1968@hotmail.it ; oppure: ghibellina2@yahoo.it
CRISTOFOBIA: articolo interessantissimo scritto dal mio amico Emanuele Marian:
http://www.fainotizia.it/2011/02/20/cristofobia
Link:
FORZA NUOVA? NO GRAZIE! (gruppo facebook)
http://www.facebook.com/profile.php?ref=name&id=1590914664#!/pages/FORZA-NUOVA-NO-GRAZIE/332950213052
CRONACHE LAICHE
http://www.cronachelaiche.it/2011/03/socci-e-il-crocifisso-passando-per-brembate/
Donazione di Costantino (documento)
http://www.scudit.net/mdpapadonazione.htm
APOCALISSE LAICA
http://apocalisselaica.net/focus/diritti-umani-eutanasia-omofobia-e-sessismo/il-governo-bioetico-del-cavaliere-e-del-cardinale